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December 29 2010

Riflessioni di fine anno

Un’altra fine dell’anno, questo difficile 2010, e qualche pensiero sui fatti e le emozioni, passati insieme a tanti di voi, prima di augurare, a tutti e a ciscuno, che il 2011 sia più felice e fortunato. Adesso sto scrivendo seduta in una saletta dell’aereoporto Charles De Gaulle di Parigi, riaperto dopo le nevicate, e sto aspettando l’aereo per Santiago del Cile. Quindi giorni di Sudamerica, poiché dopo saremo anche in Argentina, che amiamo tanto da tornarci per la quinta volta. Per ilCile e’ la seconda:  lì farà caldo primaverile-estivo. Ricordate il freddo cane, la neve, il ghiaccio di esattamente un anno fa? Giorgio, Tiziana, Vincenzo, Alessandro, Massimo, Claudio, Laura, Elisa, Matteo, Gianni, Roberto, Paolo e tanti, tanti, ai banchetti, ai mercati, a raccogliere firme per le primarie? Quanto freddo!!! Ma anche che bell’esempio di squadra, di persone che credono, di gente che si batte e si ritrova, al di là delle provenienze, al di là dell’anagrafe, ma dentro un progetto! Non finirò mai di ringraziare tutti e di essere orgogliosa di aver voluto affrontare quella prova e di pensare che quella scelta – di fare e far fare le primarie – è stata una delle ragioni per le quali il PD ha tenuto poi in campagna elettorale, ha portato 17 consiglieri, ha dato i numeri per vincere al centrosinistra. Ma, ad un anno trascorso, è anche giusto fermarsi a pensare e, dopo la riflessione, magari, a proporre qualcosa di politicamente doveroso e conseguente le scelte che un anno fa furono fatte. Anche i più stupidi e i più disonesti dei nostri detrattori hanno dovuto riconoscere la nostra lealtà, la nostra correttezza, la nostra coerenza, la nostra onesta, il nostro impegno. Non che si siano dati da fare per dar prova di aver capito! Anzi:hanno continuato con il solito metodo, cercando di isolarci, cercando di dividerci… ma siamo qui, sempre nel PD, gruppo forte e capace di idee e proposte, rappresentativo ed innovativo, in grado di dare al nostro partito persone valide per formare un gruppo dirigente nuovo.
Abbiamo subito ingiustizia, dovuta a meschini calcoli e a malriposta fiducia, quando siamo stati beffati al momento della formazione della nuova Giunta – non dimentichiamo che avevamo in Lorenza Pandiani un ottimo assessore, espressione del gruppo che aveva eletto 5 consiglieri pari ad un ammontare di voti uguale a quello che era stato il risultato delle primarie! – quando volevamo Claudio Borghello come presidente del Consiglio, quando ponevamo la mia candidatura alla segreteria del Comitato Cittadino, quando veniva fatto fuori Bares dalla presidenza di Vela, ecc. E poi si va a dire in giro che il nostro gruppo vuole solo posti! Infatti, alla mia richiesta di avere l’elenco diviso per componenti non c’è mai stata risposta, per via che gli ignobili appetiti sono solo i nostri! Quello che colpisce di più, e fa male, e fa giudicare male l’anno passato – e richiede che nell’anno nuovo si agisca diversamente – è il silenzio, la mancanza di trasparenza, l’assenza del confronto e del dibattito promessi sia in campagna elettorale che nei programmi. Sui fatti politico-amministrativi più importanti è calata la nebbia: solo i soliti e pochi ben informati sanno dove e come si assumono le decisioni. Per gli altri, PD compreso, che pure è la forza più rilevante della maggioranza, devono bastare i giornali. Allora, e termino qui le riflessioni, per il momento, è bene che si cambi metodo, o, almeno, che lo pretenda il PD! La mancanza di partecipazione fa male alla democrazia.
Sia almeno un buon proposito quello di rimediare alle assenze di questi mesi. Adesso, congressi svolti e gruppi dirigenti scelti, non ci sono alibi: occorre riprendere l’iniziativa politica, parlare alla gente in primis, condividere i progetti, affrontare le difficoltà insieme.
Buon anno, felice 2011. Un abbraccio.

Laura

Tags: temi caldi

December 28 2010

Carcere di Campalto, il PD non deve subire le scelte fatte da altri

Cari tutti, leggo, come da parecchio tempo, e come tutti voi, di decisioni importanti. Apprendo cioè dai giornali come e quanto viene deciso… non si sa dove!! O meglio, si sa, sia il come sia il dove – e non sono certo il metodo della condivisione ed i luoghi della partecipazione! Mi sono concessa, da ex amministratore, il diritto di parlare di questo nella sede deputata, il Congresso Comunale del PD, in qualità di delegata, per sottolineare che certo, come tutti gli ex che diventano fastidiosi e petulanti, non volevo rimanere affezionata alle decisioni e allo stile degli ultimi 5 anni ma… notavo (e NOTO) un radicale cambiamento e non lo trovo positivo, né nello stile né nei contenuti! Mi interrogavo (e mi INTERROGO) dove sia quella stampa cittadina che ogni giorno sottolineava a forza ogni minimo intoppo, ogni carenza, ogni indecisione, ogni errore, ogni difficoltà – facendo certamente il proprio mestiere ma senza fare sconti – e adesso? Ma tornando ai luoghi deputati della democrazia e ai modi di trasparenza e di partecipazione citati nei programmi di campagna elettorale – intanto dal PD ma anche dagli altri alleati – che ci azzeccano (verbo dipietrista) le decisioni sui fatti e sui progetti più importanti per la città? Può la zona di Campalto, mentre viene deciso il Pat, mentre si cambia idea sulla sviluppo del quadrante di Tessera, subire la presenza di un CARCERE senza che nessuno ne abbia parlato? Per chiarezza :io credo che quella zona, che è stata indicata, sia adatta ad una struttura simile. Lo spazio c’è, è ora occupato da strutture militari desuete, non è dunque problema di occupazione di spazi oggi liberi di campagna. Rimane il fatto che esistono un Piano Strategico della città, un piano Urbanistico, un Pat in approvazione, una Municipalità, Commissioni e Consiglio Comunale e… una richiesta politico-programmatica di SMETTERLA con la logica COMMISSARIALE che tutto e tutti ESPROPRIA! Adesso,oltre alla giusta dichiarazione di Claudio Borghello, aspetto news dal PD cittadino! Non pretendo che si faccia di ogni erba un fascio ma che si cominci a pensare che non è quello del signorsì il ruolo del PD! E, con una punta, piccola piccola, di polemica, ricordo che un anno fa… a Campalto,Tessera e Favaro …facevo le Primarie!

Laura

November 17 2010

Scala sì – scala no

Questo dilemma mestrino sembrava non tormentare più i soliti noti. Con l’inaugurazione della piazzetta (intitolata a Gianni Pellicani) non era, in verità, cessato l’obbligo di rispondere, con una proposta progettuale, alla necessità di aprire la porta – ora segnata. Da assessore ai LLPP ho lasciato in eredità una torre liberata, una ipotesi di apertura della stessa ma NON l’idea di togliere la scale. Chi vuol bene ricordare può ricordare che è stato l’arch. Pighin, in altro momento, quello pre elettorale (che era animato da presenza di associazioni e gruppi di ispirazione civica) a fare di questo tema (la scala) argomento di presenza /polemica/proposta/provocazione, coinvolgendo l’ex Sindaco e l’ass. Mingardi in una logica di collegamento culturale-politico (leggi : voti, tanti, delle associazioni e non dei Partiti – ma si è visto e contato, perché, fino a prova contraria, i voti si contano!!!).

La sovraintendente Codello aveva partecipato al concorso: abbattiamo/spostiamo la scala – facciamone un’altra/troviamo la soluzione per salire sulla torre. Sono uscite soluzioni e proposte…. elementari ma, soprattutto, è uscita chiaramente la risposta degli elettori, idem est = chi se ne frega, con tutti i problemi che ci sono! Chiusa la partita elettorale e la strumentalizzazione della scala, si pensava che tornassero ad essere importanti le risposte vere della trasformazione urbana / funzionale di Mestre e della terraferma, che aveva trovato sintesi nella definizione del centro come polo culturale ( dal Candiani alla biblioteca in Villa Erizzo, alla casa della città nella ex De Amicis, al futuro M9, alla riqualificazione di via Poerio) collegate alla problematica complessa della nuova infrastuttura : il tram.

Ed invece a rieccoli! La scala, ùber alles, oggetto di finanziamenti (quelli resi disponibili da Siamo Mestre a quelli da recuperare dai cittadini – proposta UDC) e di sbandamenti, anche dell’attuale assessore ai LLPP. Non sono intervenuta prima o in pubblico per questioni di buon gusto! Ho fatto 4 passi indietro perché ero assessore e non lo sono più. Ma voglio qui dire la mia. Intanto ha ragione don Bonini: ma non avete altro di cui occuparvi? Con un centro storico di Mestre in aperta difficoltà economica, con i progetti approvati che vanno a rilento anche (ma non solo) per ragioni di mancanza di euro, con il tracciato del tram indeciso, con le manutenzioni pubbliche non finanziate, ecc. ecc. occorre pensare a buttare 40mila euro della scala? (Sono quelli di Siamo Mestre).

Vorrei far memoria a me stessa (e a me la scala piace, lì, dove è e come è – ho non ho il diritto di dire come la penso?) che la scala disegnata da Zordan è stata approvata (dalle giunte precedenti, dai sovrintendenti, da quanti evevano titolo di occuparsene – senza NULLA TOGLIERE ai gusti estetici !), è costata, è stata realizzata in una logica di utilizzo della torre. Certo che questa logica (utilizzo della TORRE) può cambiare – se vogliono, ad esempio, realizzare una scala tutta interna è evidente che si vive la TORRE in modo diverso dall’attuale, con una funzione diversa. Certo che, liberata dal CEL-ANA, la apertura della porta (lo studio allora era stato affidato da me all’arch. Zordan), dà un significato diverso alla TORRE, che si potrà attraversare. Certo che, comperando le altre proprietà, si può fare sia una diversa entrata che realizzare una diversa funzione ma….

Anche l’allora arch. Vecchiato, assessore con me, aveva cominciato a pensare (e a trattare) sull’acquisto del Borsino. La notizia del costo dell’acquisto – posso ricordare male ma intorno ai 900mila euro – è stata….. tombale. Abbiamo ora le risorse che sette mesi fa non c’erano? Insomma, oltre ai 40mila, c’è circa un altro milione di euro? Se si (se cioè ci sono i soldi), allora entro volentieri nella discussione del come spenderli e dico subito che NON li spenderei per la scala! Ma siccome non ci sono, è inutile che mi attivi a pensare come meglio utilizzarli. Non facciamo, per favore, discussioni e proposte futili ed inutili di fronte a bisogni veri per i quali non abbiamo le risposte e le risorse necessarie. Non si perda tempo sulla scala: per me sta bene dove sta – ma anche se non bastasse, come non basta certo , la mia opinione e quella di molti altri – non dividiamo i cittadini con l’inutilità di un dibattito tutto interno alle forze politiche e annessi (leggo, per esempio, che l’arch. Gatto, in pectore assessore della mai nata giunta Brunetta – vuole spostarla in centro a piazza Ferretto o nella piazzetta Toniolo!!!) E lo dico anche al PD cittadino, oltre che all’assessore LLPP Maggioni (che della questione si era occupato come segretario del cittadino di allora): non perdete di vista le cose essenziali – rispondiamo con proposte serie e concrete ai bisogni veri. Per questo mi felicito con il Consiglio Comunale, con il PD, per avere, ieri sera, dato prova di serietà e concretezza, affrontando con lucidità e risoluzione, la questione, annosa e complessa, del tram!

November 09 2010

Serena Ragno risponde ad Arrigo Cipriani

Ospito una riflessione di Serena Ragno e la lettera aperta che ha inviato ad Arrigo Cipriani.

Non bastassero le scemenze di questi giorni, fortunatamente tacciate grazie soprattutto alla presa di posizione dell’Anpi nazionale, stamane in prima pagina de La NuovaVenezia Arrigo Cipriani nella sua periodica mini rubrica “Francobolli” ha scritto: “Giovenezza è un sogno finito ad Auschwitz. Bella ciao un sogno finito in Siberia. Ma, non c’è proprio niente di nuovo? Proporrei: “O’ sole mio”. Nemmeno finito di leggere ‘ste due righe che ho preso posizione e ho scritto al giornale una lettera aperta a Cipriani, che trovate qui a seguire. E’ bene ricordare, poi, che il famoso Harry’s Bar fu uno dei primi locali veneziani ad esporre il cartello “Qui non entrano cani ed ebrei”. Numerosi sono ancora i veneziani, non solo ebrei, a ricordarselo. Della serie: parla de manco e fa più belini. Un saluto resistente, Serena

Gent.mo dott. Cipriani,

con la sua rubrica in prima pagina della Nuova Venezia ci ha abituati a riflessioni a volte dissacranti, altre provocatorie, altre ancora eccentriche, e così via. Condivisibili o meno, comunque in genere stimolanti. Oggi crediamo sia andato sopra le righe.  Affermare che “Giovinezza  è un sogno finito ad Auschwitz” è riduttivo e che “Bella ciao un sogno finito in Siberia”  è falso. Messa così, caro Cipriani, anche lei pone entrambe le canzoni, e con esse ciò che hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora, sullo stesso piano. Vede, Giovinezza non è morta solo in Germania, ma soprattutto in Italia. E’ morta tra le montagne, le valli e le città macchiate di sangue Partigiano, nelle soffitte, nei fienili e nelle canoniche dove Partigiani, soldati alleati ed ebrei venivano nascosti. Vede, Bella Ciao non è morta in Siberia, né da nessun’altra parte. E’ viva e vegeta. Di recente è stata persino usata dagli oppositori iraniani al governo di Ahmadinejad. Citare, poi, la Siberia, sottende un’idea errata che Bella Ciao fosse un canto sovietico o, comunque, comunista. E con esso, la lotta di Liberazione tutta, visto che ne è la colonna sonora. Oltre che essere falso è pure ingeneroso per quelle migliaia di donne e uomini della Resistenza che avevano altre sensibilità politiche. Non so se sa che l’unico inno partigiano davvero cantato più o meno in tutto il Paese era Fischia il vento, ma poiché, quello si, aveva una precisa connotazione politica (faceva riferimento alla “rossa bandiera” e al “sol dell’avvenir”) cara alle brigate di ispirazione socialista e comunista, nel dopoguerra – quindi postumo – sull’aria di una canzone delle mondine venne creato l’inno per eccellenza della Resistenza italiana, che potesse rappresentare davvero tutti. Quell’inno è proprio Bella Ciao. Canto di libertà e perciò sempre vivo.

Con cordialità,

Serena Ragno – Segretaria Anpi Venezia

Tags: temi caldi

November 03 2010

Le riflessioni dei Comunisti Italiani sul disegno Brunetta sulla Legge Speciale

Il tema della Legge Speciale continua ad essere centrale nel dibattito politico a Venezia. Da tempo dico che Venezia ha bisogno di una nuova Legge Speciale: per la specialità della gestione di un meccanismo idraulico mai prima realizzato (il Mose, per il quale il dibattito deve svilupparsi non sul “se” è opportuno, ma sul “quando” e sul “come” funzionerà) e per la specialità amministrativa di un territorio che comprende più di un milione di abitanti e che si estende almeno nelle tre province PA-TV-VE, se non oltre.

Oggi pubblico qui il contributo e le le riflessioni dei Comunisti Italiani sul disegno Brunetta (incaricato dal Governo a lavorare sulla nuova legge).

BRUNETTA e le OSTERIE VENEZIANE

Il Ministro Brunetta su incarico del Governo propone una nuova Legge Speciale per Venezia

Brunetta parte da una affermazione, è finita la fase della difesa fisica della Città e propone di affrontare quella dello sviluppo socioeconomico, dimenticandosi che tutte le leggi speciali hanno  sempre messo assieme difesa fisica con difesa socioeconomica.

Brunetta sa anche che le leggi di spesa possono essere attuate solamente se le somme disegnate vengono messe a disposizione per gli scopi definiti, ciò che il Governo Berlusconi non fa essendo debitore di circa 50 milioni al Comune di Venezia, per contributi non versati alla legge speciale in vigore.

Brunetta, per essere credibile, prima di incominciare a far bla bla bla dovrebbe presentarsi con il conto pagato facendo versare dal Governo, nelle casse comunali, quei 50 milioni.

Ricordiamo al Ministro che la fase della salvaguardia fisica non è terminata, il MOSE è ancora da costruire, da collaudare, e qual’ora tutto fosse felicemente varato e costatato che è in grado di soddisfare le problematiche per cui è stato costruito ci potrà dare solo un pò di respiro, venti – trenta anni per pensare ad altre tecnologie che ci permettano di alzare l’intera Città, unica vera soluzione per i tempi futuri. Se invece consideriamo che le condizioni ecologiche ed atomo sferiche del Pianeta stanno rapidamente cambiando,forse i tempi di franchigia si accorceranno.

Altro che finita la fase della difesa fisica!.

Seguiamo il ragionamento Brunetta e apriamo realmente la fase della difesa socioeconomica della Città.

Difesa socioeconomica significa sostanzialmente ripopolare la Città con una economia compatibile con la fragilità fisica della stessa, con una mobilità delle persone e delle merci che abbia la capacità di interrelazione tra Laguna ed Entroterra, con  una quantità e quantità di servizi adeguati alle necessità del vivere di oggi, con una condizione capace di attrarre in pochi anni in Laguna 100.000 persone, bloccando la crescita turistica.

Per prima cosa è indispensabile dare futuro alle attuali famiglie che  abitano in Venezia, ai giovani e ricreare una condizione salariale e di reddito adeguati alla vita veneziana. Offrire dei lavori dignitosi e non precari, una residenzialità che corrisponda a tali esigenze, insomma creare una qualità della vita e di lavoro interessanti per gli attuali pendolari che garantiscono la manutenzione fisica della Città e la manodopera per la stragrande maggioranza delle attività dai Gondolieri ai Muratori, dai Professori ai Ricercatori, agli amministratori Locali e dello Stato, ai Lavoratori dei Servizi a quelli del Turismo ecc… che potrebbero essere lusingati a divenire residenti.

UNA FUTURA LEGGE SPECIALE DEVE AVERE QUESTI OBBIETTIVI COME OBBIETTIVI PRIORITARI

La proposta Brunetta è di dare quattro soldi per l’acquisto della prima casa e di non preoccuparsi di una politica sulla residenza con affitti adeguati ai salari, case a costo calmierato per i lavoratori, case per le giovani copie e per chi è pendolare e avendo un lavoro in Venezia vuole anche risiedervi e di non preoccuparsi di creare lavoro stabile, dignitoso e ben retribuito in particolare per i giovani sono i punti deboli della proposta. Se una legge che affronta lo sviluppo socioeconomico non si interessa di queste cose, di che altro dovrebbe interessarsi?

Il futuro della Città Brunetta lo ferma nell’entroterra veneziano, a Porto Marghera, dove mette anche una tassa su ogni tonnellata di terreno bonificato (alla faccia degli attuali alti costi delle bonifiche), e sulle future merci che dovranno sbarcare o imbarcare al nuovo porto a largo di Malamocco ipotizzando  di incassare per il Comune dagli 40 agli 80, milioni quando il nuovo porto è ancora in fase di progettazione.

In questa sua miope logica, il Ministro,  non si è accorto che Venezia per la sua specificità, per le sue attività dei grandi servizi, per la sua collocazione internazionale, per la sua storia se vuole avere un futuro ha bisogno di essere riferimento economico ed istituzionale di una vasta area mentre la sua proposta isola Venezia, non la mette in relazione con il suo vasto entroterra, riapre il contenzioso con Mestre e ripropone la fase della separazione tra le due realtà con una nuova rincorsa alla divisione amministrativa del Comune, non parla della necessità di costituire la Città Metropolitana come dimensione amministrativa indispensabile ad affrontare un adeguamento dell’area alle mutate situazioni internazionali.

Forse il Ministro non si è accorto che dal 1989 da quando è chiusa la fase dell’Unione Sovietica il mondo  è completamente cambiato, l’Adriatico da mare di frontiera è divenuto un corridoio di pace in Centro Europa e Venezia è il suo entroterra non si sono ancora adeguati alla nuova realtà dove si può costruire il nuovo sviluppo socioeconomico e una legge speciale dovrebbe interessarsene.

In sostanza, il Ministro, si è guardato attorno ha fatto un pò di minestrone e poi ha proposto di mettere qua e là tasse locali sulle attuali e  future ipotetiche attività, quella  turistica, un pò di  balzelli alle attività portuali, sulle bonifiche ecc.., vendere un po di immobili ed aree demaniali compreso parte dell’Arsenale,  praticamente escludendo lo Stato da future responsabilità, demandando tutto ai Comuni.

Pensate che senza che lo stato garantisca finanziamenti certi e con le entrate aleatorie proposte dal Ministro si possa fare una politica adeguata allo sviluppo socioeconomico della Città, una politica sulla casa, investimenti sulle infrastrutture, bonifiche a Porto Marghera ecc…?.

Brunetta vuole fare in fretta, noi vogliamo fare bene e in fretta ma con la consapevolezza che una nuova legge speciale ha un’importanza notevole sul nostro futuro, perciò la vorremo condivisa della stragrande maggioranza degli abitanti del Comune e considerando che l’attuale legge speciale è ancora in essere non serve essere presi dall’affanno.

Il Comune di Venezia ha il dovere di fare una sua proposta che abbia come riferimento i bisogni, gli interessi delle classi popolari e medie e il futuro generale della Città, aprire  un ampio dibattito  che coinvolga tutti e assieme ai sui cittadini esercitare la sua autorevolezza nei confronti della Regione, del Parlamento e del Governo Centrale, se così non fare avrà abdicato ad uno dei suoi compiti fondamentali, partecipare a decidere sul futuro della città.

Per il P.d.C.I. di Mestre

Renato Darsiè

Tags: temi caldi

October 22 2010

PD in crisi, ci vuole una nuova proposta politica

Ciao a tutti – sono in partenza per la Cina e rientro il 2 novembre, a congressi svolti.

Ho affidato a Giorgio Isotti, coordinatore del circolo della Giudecca – cui sono iscritta – il mio saluto ed una breve riflessione da leggere, se possibile, sabato 23. Ho intenzione di mettere nel blog qualcosa per il congresso provinciale – vi farò sapere – anche perché l’assenza fisica non venga interpretata come assenza politica (non è da me che, notoriamente, parlo /scrivo/intervengo e comunque NON mi esprimo con il silenzio!!)

E’ però vero che il lavoro (e di lavoro si tratta, importante e comunque faticoso, quello per l’Expo a Shanghai) mi permette una lontananza dalla penosa situazione (quella del PD nazionale e locale,) politico – organizzativa che è evidenziata anche dal COME si stanno svolgendo i nostri congressi.

Ho dichiarato e ripeto che accedo alla soluzione Mognato/Borghello perché è l’unica possibile in questo momento di grave crisi. NON VOLEVO E POLITICAMENTE NON POTEVO dare ALIBI a chi sperava che me ne andassi, che portassi a rotture (dentro il PD – fuori, con la Giunta).

La mia posizione non è cambiata . Ritengo che siano stati assolutamente ingiusti i sospetti ed il veto (nei miei confronti, quale candidato che spacca e come critica nei confronti dell’attuale giunta) ma sono stanca di essere costantemente messa sotto esame, criticata (“parla perché non è più deputato, perché non è più assessore”).

Ritengo che la mancanza di candidature (ho sempre pensato e sostenuto che l’unità è un valore che si costruisce attraverso il confronto) sia una prova della stanchezza che ci pervade e non dalla dinamicità democratica ma… mi adeguo.

Tanti dei nostri (nostri nostri) come talvolta diciamo), sono scettici, disinnamorati, in crisi (come peraltro quell’oltre 60 per cento che NON partecipa al congresso – e per partecipazione intendo il venire a votare perché, quanto ad interventi… scendiamo all’atomo).

Ma ci siamo. Non solo per onor di bandiera – e la nostra è Claudio, è il gruppo di giovani e nuovi che in questi anni sono stati con noi ai quali abbiamo dato fiducia e anche esempio – ma perché facciamo nostra l’affermazione di Piero Ignazi – lunedì sera, al Candiani, alla fine del confronto (Ignazi-Macaluso sul PCI) promosso dalla Fondazione Pellicani (ottimo il lavoro di questa FONDAZIONE, bravo Nicola!), dopo le critiche aspre al soggetto “nato male” c’è stata la dichiarazione, che CONDIVIDO:

“Si, tutto vero, è un po’ demoralizzante essere così ma… se non nel PD dove andiamo, che non c’è niente altro???”

Per il momento, vorrei aggiungere, è così ma non può essere solo per disperazione che si sta insieme o per mancanza di meglio che non si costruisce il soggetto politico che volevamo/vogliamo.

Questo nostro congresso trova il PD (nazionale e locale) esattamente in questa situazione dalla quale (e diamo supporto e fiducia) occorre uscire presto attraverso una ricomposizione/innovazione di futuro e di proposta politica.

L’unità precostituita evita questo percorso? Ne ho sempre dubitato ma desidero solo essere smentita!

Laura Fincato

September 17 2010

Premiata la coerenza

Pur da distante (sono ancora in Cina per qualche giorno, ma tanti di voi mi hanno sentito così spesso da non accorgersi della lontananza!) ho lavorato ad una soluzione unitaria in vista del congresso PD. Mi giunge notizia della convergenza unanime sul nome di Claudio Borghello come candidato alla segreteria comunale. Si tratta di un premio alla figura di Claudio, per il suo impegno come capogruppo del PD in Consiglio Comunale (ruolo che ha ricoperto finora e che continuerà a mantenere). Abbiamo lavorato per un PD forte, e vedere che c’è questa convergenza senza distinguo sul nome di Borghello vuol dire che ci viene riconosciuto questo lavoro, che viene premiata una linea di chiarezza politica. E’ bene puntualizzare: fino a qui è giunta voce di qualche veto sul mio nome, e qualcuno ha anche insinuato che la figura di Claudio fosse più debole o “addomesticabile” rispetto alla mia. Si tratta di considerazioni offensive e irrispettose: Claudio non è la mia controfigura né la mia ombra lo ricopre. E’ una persona capace ed accorta, senza nessun dubbio espressa dal nostro gruppo, del quale condivide idee ed azioni. Sono sicura che saprà essere il segretario di tutti, con una visione super partes. Questa indicazione è solo il primo passo per chi vuole che il partito esista. Sembrava che fossimo gli unici a denunciare le difficoltà del PD, ora almeno questa situazione è stata riconosciuta da tutti. Il prossimo passo sarà il congresso, nel quale si dovrà parlare della città, delle sue prospettive, e di quelle del PD a Venezia.

September 10 2010

Una candidatura CONTRO… l’immobilismo e il bilancino!

Non ho chiaro il perché ma, secondo alcuni, la mia candidatura, che voglio definire PER, è vista contro: contro Mognato – contro Orsoni, contro il rinnovamento – contro….. Sì, è contro l’immobilismo, è contro il bilancino! NON è una richiesta di compensazione per un mancato assessorato, non può essere contro una Amministrazione nella quale sono consigliere, per delega personale e politica, di un Sindaco che è anche mio/nostro da gennaio! Non si può pensare che il Segretario Comunale sia di parte – deve anzi farsi da parte rispetto alla propria appartenenza ! Ciascuno di noi è di parte ma chi si candida alla guida di un Partito deve sapere che è di tutto il Partito che si deve occupare, insieme a tutto il Partito, per tutto il Partito! Credo che la situazione politica del PD veneziano sia – per definizione di tutti – difficile. Non poniamo ostracismi nè veti personali nei confronti di nessuno dei nomi e per quello non sono accettabili da noi (da me)! Discutiamo apertamente, liberamente, onestamente di PD e facciamo un buon Congresso! Un saluto a tutti!

September 09 2010

A.A.A.: Aperto Aggregante Attivo: il nostro Partito Democratico

Il 17 settembre scadono le presentazioni dei documenti e delle candidature sia per il Provinciale che per il Comunale. Ad oggi sono in corso riunioni di gruppi (il nostro compreso) per capire cosa fare: noi abbiamo deciso che il Congresso deve essere unitario nella meta e non unitario per mancanza di confronto, di idee, non un congresso vissuto in maniera burocratica, così come non può che definirsi nella lealtà verso un Partito, quello democratico, che deve ri-nascere. In questo senso ci stiamo organizzando come una delle presenze che può aiutare. Senza preconcetti, chiusure ed ostracismi, da oggi poniamo all’attenzione del Partito la disponibilità a candidare e a indicare una pluralità di personalità, al congresso Provinciale e a quello Comunale, per il ruolo di coordinatore. Volendo essere coerente nel percorso compiuto con voi nel PD veneziano, ringrazio gli amici che hanno voluto chiedermi di essere pronta a presentare una mia candidatura alla carica di coordinatore comunale e mi dichiaro disponibile in maniera onesta e totale a percorrere la strada del confronto, offrendo esperienza – fatta di successi e di soddisfazioni, anche di errori e di sconfitte – oltre che la passione democratica che mi ha sempre ispirato. Sono convinta che l’offerta deve essere scarna da intenti di bilancino, di interesse particolari, di prospettive di cursus honorum. Ad altri forse è difficile chiedere di rinunciare in premessa a qualunque ipotesi di svolgere il ruolo da ambizioni ulteriori e diverse. Io offro alla valutazione anche questo elemento: il mio è un atto di fiducia libero da altre aspirazioni ed è nel contempo un atto di coerenza.

Ecco il nostro documento.

July 29 2010

Domani primo incontro dell’associazione, in barca

Saremo una ventina, tutti iscritti alla associazione “Terraeacqua Metropolitana”, domani, venerdì, a girare per la laguna anche se il tempo si preannuncia nuvoloso. Intanto oggi il solito diluvio che ci ha fatto tornare a 20 gradi e all’ombrello ma siamo fiduciosi… nella nostra complessione fisico-politica!  Per cui ci ritroviamo alle 11 sotto il Calatrava o della Costituzione, per essere politically correct. Ma, per non osare troppo, non saremo più con il bragozzo. Di cerata forniti, abbiamo virato per una barca chiusa che percorrerà il Canal Grande ed arriverà alle 11.40 a prendere gli amici ai Giardinetti, per dirigersi poi verso Mazzorbo. Pranzo, come previsto, di chiacchere, giusto scambio di idee e di proposte sui prossimi mesi di attività  di Terraeacquametropolitana. Un po’ di organizzazione, un po’ di contenuti. L’appuntamento è sull’acqua e per l’acqua della laguna che è così definita parte costituente della nostra mission associativa. Qualche defezione l’abbiamo avuta, vacanze o ancora lavoro per qualcuno ma il cattivo tempo no,  non ci fermerà, così come non ci sta fermando la brutta epoca politica, nazionale e locale, che stiamo vivendo. Riassunto dell’incontro dopodomani e appuntamento terrestre alla viglia della Storica, per ufficializzare il programma-

July 26 2010

Un mostro su Pellestrina

Mi sono resa conto che un mostro stava arrivando da Abano verso la laguna, Chioggia-Pellestrina mentre ritiravo la biancheria in altana, alla Giudecca: un nero tremendo che avanzava, come al galoppo, ed una fascia bianca. Poi le prime notizie sui danni, nei giornali di sabato. Ieri, domenica, sono andata a Pellestrina: battello, bus 11 sul Gran Viale, ferry fino a San Pietro in Volta. Ero con Claudio Borghello, capogruppo Pd al consiglio comunale di Venezia, con Renzo Scarpa,consigliere comunale Pd e con Raimondo Ruzzier, con il quale stiamo organizzando la riunione in bragozzo per venerdì prossimo con l’associazione Terraeacquametropolitana.
Intanto va detto che la gente di pellestrina è magnifica, abituata a tirarsi su le maniche e a lavorare, perché dalle calli erano già stati portati via i detriti. Ma certo la botta c’è stata ed è visibile: tetti scoperchiati,camini caduti, alberi divelti, grondaie penzolanti o ridotte a nastri. Il mostro ha colpito abbattendosi diversamente su parti dell’isola ma certo i danni ci sono, e tanti, per i privati, oltre al solito palazzetto sfigato (è la terza volta che la copertura svola! E forse avevano ragione i vecchi che raccontavano di localizzazione sbagliata!). Siamo stati a visitare la famiglia Ballarin: al lavoro di pulizia, mentre aspettavano i vigili del fuoco – arrivati mentre noi eravamo là perché uno degli alberi impediva l’entrata principale ed uno dei camini era pericolante. La signora Ballarin ci diceva proprio del mostro che aveva visto venire avanti e che ha sradicato alberi, fatto cadere camini, saltare vetri, entrare foglie, acqua e fango, ed ancora ringraziava il cielo per il fatto che nessuno si fosse fatto male! Siamo passati poi da suo figlio :il camino era precipitato sul tavolo della cucina, per fortuna mentre erano fuori casa. Le foto le vedete sui giornali locali. Noi abbiamo visto… che si davano da fare per rimettere a posto, che i vigli e la protezione civile erano già all’opera (siamo passati in sede della Municipalità mentre era in corso una riunione con Maurizio Calligaro) e quanti abbiamo incontrato ci chiedevano che cosa avrebbe fatto la città per aiutarli. Oggi c’è Consiglio e sicuramente il Sindaco – che si è recato subito in isola – riferirà sullo stato delle cose. Noi, come Associazione, abbiamo chiesto che Borghello si faccia parte diligente per chiedere che in Consiglio, prima delle ferie estive, si faccia un punto chiaro dei danni e soprattutto si individuino le possibili soluzioni, anche in base alle risposte sull’accettazione ed il finanziamento del già richiesto stato di calamità  naturale.

July 08 2010

Terra e Acqua Metropolitana

Si chiama così la nostra associazione. Forse in molti si chiederanno se è proprio necessario avere un’altra associazione di pensiero politico, come se non bastassero quelle che ci sono (tante e con una buona capacità di presenza e rappresentanza), oltre ai partiti. La domanda è ancora più pregnante per chi, come me, è iscritto al Partito Democratico. La risposta la darete voi, la daranno i sottoscrittori. Aderire a Terra ed Acqua Metropolitana - che nel nome identifica un territorio, quello della nostra città, con i suoi temi, problemi e specificità – vuole dire voler affrontare questi temi con idee e proposte che avranno, in seno all’Associazione, un luogo di transito, di discussione e di rapporto libero, molto di più di quanto un partito (nel nostro caso il PD) possa per definizione offrire.

Non abbiamo in mente chissà quali oscure trame, e meno che mai  non vogliamo adoperare la partecipazione, che speriamo forte, come strumento per forzare altre realtà. Se ancora non fosse chiaro, lo scrivo esplicitamente: Terra e Acqua Metropolitana NON E’ e NON SARA’ una corrente del PD veneziano.

Concludo questa mia breve introduzione, invitando tutti quelli che vogliono regionare e parlare liberamente ad aderire.

In allegato potete trovare la bozza dello statuto.

Statuto Associazione

Ricordo a tutti quanti volessero essere soci fondatori che l’appuntamento per la sottoscrizione è per giovedì 15 luglio, alle ore ore 18,00 presso lo studio di Lorenza Pandiani (Via Carducci n. 13 – Mestre). Sarà quella l’occasione di parlare anche dei primi appuntamenti dell’Associazione. Vi sarò grata se vorrete indicarmi per mail o sms la vostra adesione.
Un caro saluto.
Laura

July 06 2010

Si comincia a riflettere

Carissimi,
uno scopo è stato raggiunto: si comincia a riflettere! Voglio però dare alcune spiegazioni a quanti di voi stanno seguendo, nelle cronache  cittadine dei giornali locali, la vicenda “lettera aperta” e, soprattutto, voglio che la leggiate così come è stata scritta e sottoscritta, non solo da me, ma da alcuni amici per cui l’accludo (in pdf, alla fine di questo mio scritto). Desidero così sia fatta chiarezza sia sul contenuto (chi la leggerà capirà che
non è reso colpevole nessuno in particolare ma tutti in generale, al di là delle “appartenenze”) che riguarda il PD (e non la giunta o gli altri ma
NOI). Le parole sono quelle soppesate  per dare sprone e correggere una
situazione penosa a detta dei più. Le risposte  schiocche  (sarebbe troppo definirle vetero staliniste : attacco agli eretici, allontanamento) non aiutano e non scusano!! Definire poi “disconnessi” quanti  vivono una situazione al limite della capacità di sopportazione è solo la maggiore fra le sciocchezze! Lo scopo era ed è quello di aprire un dibattito, non di chiuderlo; e di
essere onesti sul prossimo congresso comunale e provinciale, per non arrivarci boccheggianti e pronti a soluzioni pasticciate pur di chiuderli lì. L’unità nasce dal confronto delle idee; non basta la parola perché sia
vera. Occorre che, senza preconcetti e pregiudizi, si affronti questo problema: il PD veneziano sta male. Non giova a nessuno, soprattutto al PD, definirlo solo con i gradi del termometro: chi legge 37° e chi legge 39°! Bisogna lavorare sui temi, sulle progettualità, e sulle cose e su quelle idee di città che abbiamo pure espresso nel nostro programma elettorale ma che sono desaparecide durante e dopo la campagna. Dobbiamo riprendere a interrogarci sul come si fa presenza (troppo spesso abbiamo sentito dire: non si fanno più gazebi, la Lega è per strada e noi no).
Chiedo dunque che sulla base di questa “lettera aperta” si ragioni e si discuta.  Non domando la sottoscrizione  così come non accetto la demonizzazione. Vediamo se quanto scrivo (scriviamo) è vero o falso, se è esagerato o realista e ripartiamo da un confronto leale.
La sottoscritta ed i sottoscrittori della lettera hanno tutti rinnovato l’iscrizione 2010 al PD e qui rimangono.
Laura Fincato

LETTERA APERTA

July 02 2010

Documento per delineare posizione congressuale

Carissimi, è da tempo che non ci sentiamo!
Prima che qualcuno possa pensare che non ci piace più parlare di politica, desidero che leggiate questa lettera aperta. L’ho scritta , in verità, a più mani, nel senso che in parecchi abbiamo riflettuto su cosa scrivere e come. Questo è un primo risultato.
Spero di ricevere commenti e aprire un dibattito con tutti voi.
Laura

La situazione del PD veneziano si può paragonare, utilizzando terminologia medica, al paziente in prognosi riservata ricoverato in rianimazione.

L’appello congressuale si delinea come richiesta di “quieta non movere” da parte dei gruppi dirigenti, impegnati solo a garantire la successione a se stessi o se stessi, anche attraverso il riconoscimento degli errori, ma proponendo l’ineluttabilità del fato, le corresponsabilità nel declino, l’assenza di alternativa

Un congresso unitario, basato sulla logica dell’esistenza (primum vivere, deinde philosophari) sulla necessità di tenere tutto (anche gli errori politici) e tutti (anche se di posizioni incompatibili); insomma dentro una barca che galleggia male e non ha rotte da seguire.

Così si delinea un congresso bugiardo, che mira a sistemare e non a risolvere, mira a perpetuare e non rinnovare.

Invece e di cambiamento e di chiarezza che ha bisogno il PD veneziano, di rinnovamento di idee e di persone idee e fatti e di trasparenza che fanno male perché incidono.

Si sta proponendo (è sicuramente qualcosa più concreta della percezione) per linee interne e sottotraccia, l’idea di un congresso unitario, costringendo  le diverse opinioni, e attuali diverse posizioni, alla solita logica: o si accetta l’unità o si diventa nemici del Partito, colpevoli di voler la distruzione di quello che resta della cosiddetta “gioiosa macchina”.

Mentre i circoli si riuniscono ed indicano (vedi circolo di Castello) soluzioni diverse, invocano cambiamenti e guide diverse, l’azione politica/amministrativa è da mesi ferma e le ultime riunioni degli organismi sono risultate, a dir poco, sconcertanti.

L’azione di presenza del PD in città è debole: lo si sente, lo si capisce, lo si misura, anche da parte degli altri soggetti politici.

La riflessione sulla gestione dei temi dell’Amministrazione, sulle originalità del pensiero del PD, non c’è da mesi ed oggi parliamo di un tesoriere provinciale, di una presidentessa dell’assemblea comunale che si sono dimessi e di un segretario comunale che si è anche lui dimesso davanti all’Esecutivo mentre non viene riunita nessuna Assemblea.

Il segretario provinciale, diventato Consigliere comunale, di fatto svolge anche funzioni di coordinatore cittadino (ad esempio, rappresentando il Partito veneziano negli incontri/trattative con il Sindaco!) mentre la situazione politica del PD nella provincia è di un partito desaparecido – come hanno dimostrano le recenti elezioni amministrative.

E’ ben vero che le responsabilità sono di tutti ma è anche vero che ammetterli non significa il solito “mal comune mezzo gaudio” e, soprattutto, non significa che qualcuno non porti maggiore responsabilità rispetto ad altri.

Non ci stiamo alla politica dello struzzo è intollerabile ed intollerabile è che si delegittimino  coloro che vogliono parlare di tutto questo, e che, partendo da un’analisi dura, cercano di non essere medici pietosi ma di affrontare le difficoltà e di superarle.

Abbiamo con sensibilità, con coerenza, cercato,  sempre dentro il PD, di essere teste presenti e voci chiare.

Non accettiamo che le nostre posizioni anche critiche vengano strumentalmente tacciate di disfattismo e di attacco all’attuale Amministrazione. Abbiamo svolto le primarie secondo le regole; abbiamo lavorato nel PD e con il PD, siamo grazie a questo lavoro una presenza importante  in Consiglio comunale e grazie  questo lavoro abbiamo contribuito lealmente e concretamente alla vittoria del Sindaco Orsoni e del centrosinistra; con questo lavoro abbiamo valorizzato il risultato del PD.

Abbiamo seguito la formazione della Giunta e rispettato le volontà del Sindaco senza produrre, (se non nel corso dell’unica Direzione che si è tenuta) critiche alla manifesta assenza di linee programmatiche originali del PD, di spinte e di propulsione, di semplice coordinamento.

Oggi sono esattamente tre mesi dalle votazioni e di questi tre mesi cosa c’è del PD?

Dove, quando, chi, ha potuto riflettere sulla ovvia, scontata, realtà politica cambiata rispetto alla precedente?

Il PD di Venezia è pur sempre il Partito di maggioranza relativa, ma il suo gruppo consiliare, composto da 17 Consiglieri, è disunito e presenta al proprio interno individualità che hanno già dichiarato di voler mantenere “le mani libere”.

Nessun calcolo numerico può sostituire, l’azione del maggior Partito in seno alla coalizione.

L’unica evidenza è la divisione che ci contraddistingue rispetto ad altre forze politiche: non siamo neppure in grado di rappresentare unitariamente le nostre “idee sulla governance – andiamo a trattare per correnti!!

Queste osservazioni, che fatalmente diventeranno pubbliche, hanno il preciso scopo di far svegliare il PD veneziano – aprendo finalmente un dibattito politico sulle gestione e sul futuro del nostro Partito – nessuno pensi a lesa maestà o, peggio, a far desistere dalla volontà di appartenenza al PD quanti sottoscrivono questa lettera aperta; c’è solo l’esigenza di aprire finalmente un dibattito serio e trasparente sulla gestione e sul futuro del nostro Partito.

March 26 2010

Il voto di Venezia

I due mesi che ci separano dalle Primarie (che si sono svolte a fine gennaio) sono volati. In questo arco di tempo abbiamo lavorato con coerenza e lealtà, all’interno del centrosinistra, per arrivare ad un buon risultato per Venezia. Non ho mai nascosto le mie idee, e tutti conoscete il lavoro che ho fatto per cercare di allargare la coalizione, per cercare di parlare a tutti i cittadini, per provare a recuperare un gap di comunicazione che aveva allontanato il PD dalle persone. Ora siamo alla vigilia del voto, un appuntamento importante e decisivo per il futuro della nostra città. Permettemi di segnalarvi i nomi di alcuni candidati consiglieri comunali, tutte persone capaci e piene di entusiasmo, che in Consiglio potranno dare una ventata di professionalità e impegno. Sono Elisa Amelio, Claudio Borghello, Carlo Pagan, Renzo Scarpa e Giuseppe Toso.

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Facciamo l’impresa

Domenica e lunedì si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Veneto. E’ stata una campagna strana, in cui si sono toccati solo marginalmente i temi che interessano veramente alle persone. Ci ha provato, con la forza dei numeri e degli studi – forza che ha sempre caratterizzato la sua azione – Giuseppe Bortolussi. Ha spiegato perché la sua candidatura rappresenta una vera novità (il centrosinistra che si apre al mondo dell’impresa) e cercando di ricordare che le incompiute di questi ultimi anni sono responsabilità del centrodestra. Ecco perché vi invito il 20 e il 29 a sostenere Giuseppe Bortolussi.

Tags: temi caldi

January 25 2010

Ci vuole una proposta innovativa per risvegliare l’entusiasmo

Stanotte ho dormito bene e oggi ho ricevuto i complimenti per la freschezza e la proposta della mia candidatura. Anche da soli, con una barchetta di carta, siamo riusciti ad ottenere un risultato contro la corazzata del partito. Qualcuno ha fatto ironia su questi numeri, qualcuno – come il sindaco – si compiace del risultato. Io certamente no: con una giornata senza pioggia, neve o acqua alta, ma solo grigia, con sette tra partiti politici e associazioni mobilitati per questo evento, ci si è fermati a meno di 13mila voti. Chi nel comitato organizzatore aveva deciso di stampare 30mila schede, si aspettava almeno 20-22mila partecipanti, un segnale di radicamento dopo le primarie per l’elezione del segretario nazionale (durante le quali avevano votato 18mila persone) e soprattutto di reazione alla forte candidatura avanzata dal centrodestra. Non sono una Cassandra: dico da tempo che sento dello scontento nella cittadinanza, lo stesso sindaco parla di un ciclo chiuso. Mi interrogo su questo risultato senza l’arroganza di avere una risposta, ma consapevole che in politica due più due non fa mai quattro. E pensare che limitarsi a difendere il fortino o contrastare le idee del candidato del centrodestra (e che circolano già in città) sia sufficiente, è miope. Non vedo assolutamente nero, ma grigio scuro sì: i numeri ci dicono che la proposta politica sulla quale si è mosso il sindaco (anche con esplicite dichiarazioni di voto) non è più attuale, perché evidentemente esiste un consistente peso del polo “rosso-verde” al quale bisogna subito associarsi, ponendosi contemporaneamente la questione dell’allargamento al centro. Un esempio, caro proprio al nostro sindaco: il progetto del Quadrante di Tessera. Come si scriverà un programma che unifichi la coalizione, quando Gianfranco Bettin ha dichiarato di voler portare il progetto in Tribunale e Giorgio Orsoni ha dichiarato di non conoscerne i contenuti e che li avrebbe affrontati dopo la candidatura? Ci vuole uno scatto di reni, qualcosa di innovativo dal punto di vista programmatico che generi quell’entusiasmo che ieri è mancato. Giocare in difesa – pensando che si voterà il centrosinistra per non fare vincere il centrodestra – è una tattica sbagliata. Giocare in difesa non porterà alla vittoria.

Tags: temi caldi

Battaglia navale

Mi affido ancora alle metafore marinare per spiegarvi le mie sensazioni, dopo una notte di riflessione su questo voto. Come ho detto poco fa, con la mia barchetta di carta non sono affondata, portando a casa quasi il 20% delle preferenze. La corazzata del partito, forte anche della spinta del sindaco, non è riuscita neanche ad arrivare al 50%, con un candidato sindaco che non raggiunge le 6000 preferenze. Non lo dico per mera consolazione: è invece secondo me un segnale preoccupante. A pochi mesi dalle primarie per la scelta del segretario nazionale (alla quale avevano partecipato 17mila persone, presumibilmente tutte del PD) e a pochi giorni dalla candidatura del ministro Brunetta per il centrodestra, ci si aspettava una reazione di piazza, un voto numeroso e compatto, uno scatto d’orgoglio. Invece alle urne si sono recate meno di 13mila persone. E se teniamo conto che hanno sicuramente partecipato elettori sì del PD, ma anche dei Socialisti, dei Comunisti, dei Verdi, dell’IdV, del mondo associativo e ambientalista, ci rendiamo conto che il centrosinistra è attraversato da un malessere profondo. Occorre una veloce e approfondita riflessione, bisogna chiedersi qual è il blocco sociale al quale parliamo. Ultima annotazione: Gianfranco Bettin ha preso il 35% dei voti: se si vogliono vincere le amministrative di marzo, penso che nessuno possa pensare di fare a meno di questa dote. Altrimenti neanche le corazzate potranno niente contro la flotta di Renato Brunetta.

January 23 2010

Appello al voto

Grazie alla mia esperienza politica e agli ultimi cinque anni da assessore comunale, i cittadini hanno potuto conoscermi e valutare il mio impegno e le mie capacità, il mio modo di amministrare in mezzo alla gente, per Venezia. Molti hanno firmato per la mia candidatura alle primarie ai banchetti, mentre io ero lì. Altri lo hanno fatto sulla fiducia, grazie a quanti mi descrivono come persona seria, amministratore corretto, donna di carattere. A tutti va il mio ringraziamento.

Ho deciso di candidarmi non per ambizione personale, ma per offrire alla nostra città la possibilità di conoscere e di scegliere attraverso le primarie. Credo che questa mia campagna in mezzo alla gente stia aiutando il Partito Democratico: parlare solo agli iscritti non serve a molto. Dobbiamo allargare la nostra base, ri-conquistare la città, condividere idee e programmi.

Venezia merita un grande impegno, di una persona che conosca bene le esigenze del territorio, che abbia alle spalle un’esperienza amministrativa sulla quale costruire il futuro. Sì, è il mio ritratto. Al quale aggiungo anche il fatto di essere donna: Venezia merita un approccio al femminile, caratterizzato da passione, dedizione, abnegazione, capacità di ascolto, concretezza e pragmatismo. Chiedo anche uno scatto d’orgoglio al PD, che deve unirsi compatto a sostegno di una propria iscritta, quale sono io. Se il PD si assumerà la responsabilità di esprimere il candidato sindaco, avrà buone possibilità di continuare a governare Venezia. Penso di rappresentare la sintesi ideale per la coalizione di centrosinistra. Io continuo a metterci il mio impegno, la mia tenacia e la mia passione: assieme possiamo vincere, e dare a Venezia un sindaco donna e riformista.

Laura Fincato

January 22 2010

Sanità, essenziale potenziare i servizi in Centro Storico e nelle Isole

Oltre a quello della partecipazione, il tema che è stato più dibattuto in questo mese di campagna elettorale, e gli incontri di oggi del Lido ne sono l’ulteriore conferma, è stato quello della sanità. Una questione particolarmente sentita nelle isole e in centro storico. Non possiamo dimenticare che il Lido di Venezia conta 22mila abitanti, ed è essenziale che vengano garantiti servizi ospedalieri e sanitari. Proprio per questo deve essere fermo l’impegno che il monoblocco non subisca ridimensionamenti di nessun tipo, e che anzi il livello di servizi offerti sia sempre più elevato.

Per quanto riguarda l’ospedale Civile, in Centro Storico, mi sento di dire che nessuno vuole negare che l’ospedale dell’Angelo di Zelarino stia diventando la culla di grandi eccellenze, ma il presidio ospedaliero del centro storico va valorizzato, allargando l’offerta di servizi a più specialità, visto il numero di persone – tra residenti, lavoratori e turisti – che ogni giorno si trova a Venezia.

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