Tumblelog by Soup.io
Newer posts are loading.
You are at the newest post.
Click here to check if anything new just came in.

November 17 2010

Scala sì – scala no

Questo dilemma mestrino sembrava non tormentare più i soliti noti. Con l’inaugurazione della piazzetta (intitolata a Gianni Pellicani) non era, in verità, cessato l’obbligo di rispondere, con una proposta progettuale, alla necessità di aprire la porta – ora segnata. Da assessore ai LLPP ho lasciato in eredità una torre liberata, una ipotesi di apertura della stessa ma NON l’idea di togliere la scale. Chi vuol bene ricordare può ricordare che è stato l’arch. Pighin, in altro momento, quello pre elettorale (che era animato da presenza di associazioni e gruppi di ispirazione civica) a fare di questo tema (la scala) argomento di presenza /polemica/proposta/provocazione, coinvolgendo l’ex Sindaco e l’ass. Mingardi in una logica di collegamento culturale-politico (leggi : voti, tanti, delle associazioni e non dei Partiti – ma si è visto e contato, perché, fino a prova contraria, i voti si contano!!!).

La sovraintendente Codello aveva partecipato al concorso: abbattiamo/spostiamo la scala – facciamone un’altra/troviamo la soluzione per salire sulla torre. Sono uscite soluzioni e proposte…. elementari ma, soprattutto, è uscita chiaramente la risposta degli elettori, idem est = chi se ne frega, con tutti i problemi che ci sono! Chiusa la partita elettorale e la strumentalizzazione della scala, si pensava che tornassero ad essere importanti le risposte vere della trasformazione urbana / funzionale di Mestre e della terraferma, che aveva trovato sintesi nella definizione del centro come polo culturale ( dal Candiani alla biblioteca in Villa Erizzo, alla casa della città nella ex De Amicis, al futuro M9, alla riqualificazione di via Poerio) collegate alla problematica complessa della nuova infrastuttura : il tram.

Ed invece a rieccoli! La scala, ùber alles, oggetto di finanziamenti (quelli resi disponibili da Siamo Mestre a quelli da recuperare dai cittadini – proposta UDC) e di sbandamenti, anche dell’attuale assessore ai LLPP. Non sono intervenuta prima o in pubblico per questioni di buon gusto! Ho fatto 4 passi indietro perché ero assessore e non lo sono più. Ma voglio qui dire la mia. Intanto ha ragione don Bonini: ma non avete altro di cui occuparvi? Con un centro storico di Mestre in aperta difficoltà economica, con i progetti approvati che vanno a rilento anche (ma non solo) per ragioni di mancanza di euro, con il tracciato del tram indeciso, con le manutenzioni pubbliche non finanziate, ecc. ecc. occorre pensare a buttare 40mila euro della scala? (Sono quelli di Siamo Mestre).

Vorrei far memoria a me stessa (e a me la scala piace, lì, dove è e come è – ho non ho il diritto di dire come la penso?) che la scala disegnata da Zordan è stata approvata (dalle giunte precedenti, dai sovrintendenti, da quanti evevano titolo di occuparsene – senza NULLA TOGLIERE ai gusti estetici !), è costata, è stata realizzata in una logica di utilizzo della torre. Certo che questa logica (utilizzo della TORRE) può cambiare – se vogliono, ad esempio, realizzare una scala tutta interna è evidente che si vive la TORRE in modo diverso dall’attuale, con una funzione diversa. Certo che, liberata dal CEL-ANA, la apertura della porta (lo studio allora era stato affidato da me all’arch. Zordan), dà un significato diverso alla TORRE, che si potrà attraversare. Certo che, comperando le altre proprietà, si può fare sia una diversa entrata che realizzare una diversa funzione ma….

Anche l’allora arch. Vecchiato, assessore con me, aveva cominciato a pensare (e a trattare) sull’acquisto del Borsino. La notizia del costo dell’acquisto – posso ricordare male ma intorno ai 900mila euro – è stata….. tombale. Abbiamo ora le risorse che sette mesi fa non c’erano? Insomma, oltre ai 40mila, c’è circa un altro milione di euro? Se si (se cioè ci sono i soldi), allora entro volentieri nella discussione del come spenderli e dico subito che NON li spenderei per la scala! Ma siccome non ci sono, è inutile che mi attivi a pensare come meglio utilizzarli. Non facciamo, per favore, discussioni e proposte futili ed inutili di fronte a bisogni veri per i quali non abbiamo le risposte e le risorse necessarie. Non si perda tempo sulla scala: per me sta bene dove sta – ma anche se non bastasse, come non basta certo , la mia opinione e quella di molti altri – non dividiamo i cittadini con l’inutilità di un dibattito tutto interno alle forze politiche e annessi (leggo, per esempio, che l’arch. Gatto, in pectore assessore della mai nata giunta Brunetta – vuole spostarla in centro a piazza Ferretto o nella piazzetta Toniolo!!!) E lo dico anche al PD cittadino, oltre che all’assessore LLPP Maggioni (che della questione si era occupato come segretario del cittadino di allora): non perdete di vista le cose essenziali – rispondiamo con proposte serie e concrete ai bisogni veri. Per questo mi felicito con il Consiglio Comunale, con il PD, per avere, ieri sera, dato prova di serietà e concretezza, affrontando con lucidità e risoluzione, la questione, annosa e complessa, del tram!

January 17 2010

La politica del fare, il futuro è già cominciato

Da assessore al Piano Strategico e ai Lavori Pubblici, ho contribuito a gettare le basi delle trasformazioni che stanno interessando la nostra città. Il Piano Strategico di Venezia è un progetto di sviluppo integrato che risponde alle richieste di una città complessa e ambientalmente fragile. Nei prossimi anni le linee di sviluppo saranno queste:

Venezia: con la rimessa in gioco di spazi e strutture (Piazzale Roma, Marittima, Arsenale), la trasformazione funzionale inciderà fortemente sull’intera organizzazione urbana. Lido: non più isola, ma parte integrante del sistema territoriale dell’area veneziana, con il nuovo Palazzo del Cinema e gli interventi nell’ex Ospedale al Mare. Porto Marghera: la più grande area industriale europea è da tempo interessato da una riconversione che mette assieme salvaguardia delle attività industriali, sostituzione di produzioni obsolete con attività innovative e all’avanguardia. Punto di forza: il risanamento ambientale, di cui il vallone Moranzani è il tipico esempio. A Fusina nascerà una nuova porta d’accesso per il centro storico. Mestre: città contemporanea, centro e capitale di un sistema economico di vaste dimensioni: dalla rigenerazione dell’area dell’ex ospedale Umberto I, al polo culturale attorno al Museo di Mestre, dall’area scientifico-universitaria di via Torino ai progetti per Piazza Barche, fino ai grandi spazi verdi: il futuro è già cominciato.

January 11 2010

Quadrante, decida questo Consiglio

Ho voluto chiarire in Giunta quanto apparso come mia indicazione in rapporto alle decisioni che il Consiglio Comunale di Venezia deve assumere in merito alla delibera Quadrante di Tessera.

Il tema (affrontato durante un confronto a tre alla Nuova Venezia sabato) è stato oggetto di una presa di posizione da parte dei tre canditati alle primarie del 24 gennaio prossimo. Per quanto mi riguarda, ho distinto la mia posizione in quanto unico dei candidati ad avere un ruolo attivo da amministratore. E siccome non sono schizofrenica, ho ribadito di aver votato la delibera in Giunta, di averla seguita in quanto Assssore alla Pianificazione Strategica, di averla presentata in occasioni pubbliche (incontro al PES.CO), di averla illustrata (MIPIM Milano – Expo – Berlino) quale opportunità per investimenti.

Rispetto alle dichiarazioni di Bettin e di altri (secondo i quali la delibera non è legittima), ho dichiarato al giornale che probabilmente ho visto un altro film! Questo progetto infatti ha avuto tutti i passaggi formali, è stato già votato in Consiglio, ci sono state le osservazioni, è andato in Regione, e ora è tornato in Municipalità e in Consiglio Comunale per il voto finale.  

Proprio per tutto questo (che è in sintesi riportato nella risposta) il mio pensiero non può essere «ci pensi il prossimo Consiglio» ma piuttosto che si chiuda con questo. tra l’altro proprio oggi è stata bocciata una mozione del consigliere Caccia che chiedeva lo slittamento del voto a giugno.

Da candidata alle primarie, ho comunque, anche in altre sedi, sostenuto questa posizione. Ea fronte della affermazione che sviluppando Tessera «si uccide Marghera», ho ribadito quanto scritto nel programma del PD e nelle linee programmatiche della coalizione del Centro Sinistra.

December 29 2009

Via Hermada e la burocrazia

Questo pomeriggio sono stata con due ingegneri di Veritas a effettuare un sopralluogo in via Hermada, dove è ancora in sospeso la questione del collettore per l’allacciamento alla rete fogniaria. Il progetto è tra quelli finanziati dal Piano Pluriennale delle opere pubbliche, ma via Hermada è censita all’interno del perimetro di Marghera come SIN, sito di interesse nazionale. A causa di questo, è obbligatorio non solo lo smaltimento delle terre, ma anche l’emungimento (l’estrazione delle acque dal sottosuolo). Ancora una volta la burocrazia ministeriale delle bonofiche blocca una parte della città! È urgente rimuovere questi assurdi paletti: le bonifiche vanno certo fatte in sicurezza, ma occorrono tempi certi e brevi.

Older posts are this way If this message doesn't go away, click anywhere on the page to continue loading posts.
Could not load more posts
Maybe Soup is currently being updated? I'll try again automatically in a few seconds...
Just a second, loading more posts...
You've reached the end.

Don't be the product, buy the product!

Schweinderl