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November 17 2010

Scala sì – scala no

Questo dilemma mestrino sembrava non tormentare più i soliti noti. Con l’inaugurazione della piazzetta (intitolata a Gianni Pellicani) non era, in verità, cessato l’obbligo di rispondere, con una proposta progettuale, alla necessità di aprire la porta – ora segnata. Da assessore ai LLPP ho lasciato in eredità una torre liberata, una ipotesi di apertura della stessa ma NON l’idea di togliere la scale. Chi vuol bene ricordare può ricordare che è stato l’arch. Pighin, in altro momento, quello pre elettorale (che era animato da presenza di associazioni e gruppi di ispirazione civica) a fare di questo tema (la scala) argomento di presenza /polemica/proposta/provocazione, coinvolgendo l’ex Sindaco e l’ass. Mingardi in una logica di collegamento culturale-politico (leggi : voti, tanti, delle associazioni e non dei Partiti – ma si è visto e contato, perché, fino a prova contraria, i voti si contano!!!).

La sovraintendente Codello aveva partecipato al concorso: abbattiamo/spostiamo la scala – facciamone un’altra/troviamo la soluzione per salire sulla torre. Sono uscite soluzioni e proposte…. elementari ma, soprattutto, è uscita chiaramente la risposta degli elettori, idem est = chi se ne frega, con tutti i problemi che ci sono! Chiusa la partita elettorale e la strumentalizzazione della scala, si pensava che tornassero ad essere importanti le risposte vere della trasformazione urbana / funzionale di Mestre e della terraferma, che aveva trovato sintesi nella definizione del centro come polo culturale ( dal Candiani alla biblioteca in Villa Erizzo, alla casa della città nella ex De Amicis, al futuro M9, alla riqualificazione di via Poerio) collegate alla problematica complessa della nuova infrastuttura : il tram.

Ed invece a rieccoli! La scala, ùber alles, oggetto di finanziamenti (quelli resi disponibili da Siamo Mestre a quelli da recuperare dai cittadini – proposta UDC) e di sbandamenti, anche dell’attuale assessore ai LLPP. Non sono intervenuta prima o in pubblico per questioni di buon gusto! Ho fatto 4 passi indietro perché ero assessore e non lo sono più. Ma voglio qui dire la mia. Intanto ha ragione don Bonini: ma non avete altro di cui occuparvi? Con un centro storico di Mestre in aperta difficoltà economica, con i progetti approvati che vanno a rilento anche (ma non solo) per ragioni di mancanza di euro, con il tracciato del tram indeciso, con le manutenzioni pubbliche non finanziate, ecc. ecc. occorre pensare a buttare 40mila euro della scala? (Sono quelli di Siamo Mestre).

Vorrei far memoria a me stessa (e a me la scala piace, lì, dove è e come è – ho non ho il diritto di dire come la penso?) che la scala disegnata da Zordan è stata approvata (dalle giunte precedenti, dai sovrintendenti, da quanti evevano titolo di occuparsene – senza NULLA TOGLIERE ai gusti estetici !), è costata, è stata realizzata in una logica di utilizzo della torre. Certo che questa logica (utilizzo della TORRE) può cambiare – se vogliono, ad esempio, realizzare una scala tutta interna è evidente che si vive la TORRE in modo diverso dall’attuale, con una funzione diversa. Certo che, liberata dal CEL-ANA, la apertura della porta (lo studio allora era stato affidato da me all’arch. Zordan), dà un significato diverso alla TORRE, che si potrà attraversare. Certo che, comperando le altre proprietà, si può fare sia una diversa entrata che realizzare una diversa funzione ma….

Anche l’allora arch. Vecchiato, assessore con me, aveva cominciato a pensare (e a trattare) sull’acquisto del Borsino. La notizia del costo dell’acquisto – posso ricordare male ma intorno ai 900mila euro – è stata….. tombale. Abbiamo ora le risorse che sette mesi fa non c’erano? Insomma, oltre ai 40mila, c’è circa un altro milione di euro? Se si (se cioè ci sono i soldi), allora entro volentieri nella discussione del come spenderli e dico subito che NON li spenderei per la scala! Ma siccome non ci sono, è inutile che mi attivi a pensare come meglio utilizzarli. Non facciamo, per favore, discussioni e proposte futili ed inutili di fronte a bisogni veri per i quali non abbiamo le risposte e le risorse necessarie. Non si perda tempo sulla scala: per me sta bene dove sta – ma anche se non bastasse, come non basta certo , la mia opinione e quella di molti altri – non dividiamo i cittadini con l’inutilità di un dibattito tutto interno alle forze politiche e annessi (leggo, per esempio, che l’arch. Gatto, in pectore assessore della mai nata giunta Brunetta – vuole spostarla in centro a piazza Ferretto o nella piazzetta Toniolo!!!) E lo dico anche al PD cittadino, oltre che all’assessore LLPP Maggioni (che della questione si era occupato come segretario del cittadino di allora): non perdete di vista le cose essenziali – rispondiamo con proposte serie e concrete ai bisogni veri. Per questo mi felicito con il Consiglio Comunale, con il PD, per avere, ieri sera, dato prova di serietà e concretezza, affrontando con lucidità e risoluzione, la questione, annosa e complessa, del tram!

October 22 2010

PD in crisi, ci vuole una nuova proposta politica

Ciao a tutti – sono in partenza per la Cina e rientro il 2 novembre, a congressi svolti.

Ho affidato a Giorgio Isotti, coordinatore del circolo della Giudecca – cui sono iscritta – il mio saluto ed una breve riflessione da leggere, se possibile, sabato 23. Ho intenzione di mettere nel blog qualcosa per il congresso provinciale – vi farò sapere – anche perché l’assenza fisica non venga interpretata come assenza politica (non è da me che, notoriamente, parlo /scrivo/intervengo e comunque NON mi esprimo con il silenzio!!)

E’ però vero che il lavoro (e di lavoro si tratta, importante e comunque faticoso, quello per l’Expo a Shanghai) mi permette una lontananza dalla penosa situazione (quella del PD nazionale e locale,) politico – organizzativa che è evidenziata anche dal COME si stanno svolgendo i nostri congressi.

Ho dichiarato e ripeto che accedo alla soluzione Mognato/Borghello perché è l’unica possibile in questo momento di grave crisi. NON VOLEVO E POLITICAMENTE NON POTEVO dare ALIBI a chi sperava che me ne andassi, che portassi a rotture (dentro il PD – fuori, con la Giunta).

La mia posizione non è cambiata . Ritengo che siano stati assolutamente ingiusti i sospetti ed il veto (nei miei confronti, quale candidato che spacca e come critica nei confronti dell’attuale giunta) ma sono stanca di essere costantemente messa sotto esame, criticata (“parla perché non è più deputato, perché non è più assessore”).

Ritengo che la mancanza di candidature (ho sempre pensato e sostenuto che l’unità è un valore che si costruisce attraverso il confronto) sia una prova della stanchezza che ci pervade e non dalla dinamicità democratica ma… mi adeguo.

Tanti dei nostri (nostri nostri) come talvolta diciamo), sono scettici, disinnamorati, in crisi (come peraltro quell’oltre 60 per cento che NON partecipa al congresso – e per partecipazione intendo il venire a votare perché, quanto ad interventi… scendiamo all’atomo).

Ma ci siamo. Non solo per onor di bandiera – e la nostra è Claudio, è il gruppo di giovani e nuovi che in questi anni sono stati con noi ai quali abbiamo dato fiducia e anche esempio – ma perché facciamo nostra l’affermazione di Piero Ignazi – lunedì sera, al Candiani, alla fine del confronto (Ignazi-Macaluso sul PCI) promosso dalla Fondazione Pellicani (ottimo il lavoro di questa FONDAZIONE, bravo Nicola!), dopo le critiche aspre al soggetto “nato male” c’è stata la dichiarazione, che CONDIVIDO:

“Si, tutto vero, è un po’ demoralizzante essere così ma… se non nel PD dove andiamo, che non c’è niente altro???”

Per il momento, vorrei aggiungere, è così ma non può essere solo per disperazione che si sta insieme o per mancanza di meglio che non si costruisce il soggetto politico che volevamo/vogliamo.

Questo nostro congresso trova il PD (nazionale e locale) esattamente in questa situazione dalla quale (e diamo supporto e fiducia) occorre uscire presto attraverso una ricomposizione/innovazione di futuro e di proposta politica.

L’unità precostituita evita questo percorso? Ne ho sempre dubitato ma desidero solo essere smentita!

Laura Fincato

July 08 2010

Terra e Acqua Metropolitana

Si chiama così la nostra associazione. Forse in molti si chiederanno se è proprio necessario avere un’altra associazione di pensiero politico, come se non bastassero quelle che ci sono (tante e con una buona capacità di presenza e rappresentanza), oltre ai partiti. La domanda è ancora più pregnante per chi, come me, è iscritto al Partito Democratico. La risposta la darete voi, la daranno i sottoscrittori. Aderire a Terra ed Acqua Metropolitana - che nel nome identifica un territorio, quello della nostra città, con i suoi temi, problemi e specificità – vuole dire voler affrontare questi temi con idee e proposte che avranno, in seno all’Associazione, un luogo di transito, di discussione e di rapporto libero, molto di più di quanto un partito (nel nostro caso il PD) possa per definizione offrire.

Non abbiamo in mente chissà quali oscure trame, e meno che mai  non vogliamo adoperare la partecipazione, che speriamo forte, come strumento per forzare altre realtà. Se ancora non fosse chiaro, lo scrivo esplicitamente: Terra e Acqua Metropolitana NON E’ e NON SARA’ una corrente del PD veneziano.

Concludo questa mia breve introduzione, invitando tutti quelli che vogliono regionare e parlare liberamente ad aderire.

In allegato potete trovare la bozza dello statuto.

Statuto Associazione

Ricordo a tutti quanti volessero essere soci fondatori che l’appuntamento per la sottoscrizione è per giovedì 15 luglio, alle ore ore 18,00 presso lo studio di Lorenza Pandiani (Via Carducci n. 13 – Mestre). Sarà quella l’occasione di parlare anche dei primi appuntamenti dell’Associazione. Vi sarò grata se vorrete indicarmi per mail o sms la vostra adesione.
Un caro saluto.
Laura

July 06 2010

Si comincia a riflettere

Carissimi,
uno scopo è stato raggiunto: si comincia a riflettere! Voglio però dare alcune spiegazioni a quanti di voi stanno seguendo, nelle cronache  cittadine dei giornali locali, la vicenda “lettera aperta” e, soprattutto, voglio che la leggiate così come è stata scritta e sottoscritta, non solo da me, ma da alcuni amici per cui l’accludo (in pdf, alla fine di questo mio scritto). Desidero così sia fatta chiarezza sia sul contenuto (chi la leggerà capirà che
non è reso colpevole nessuno in particolare ma tutti in generale, al di là delle “appartenenze”) che riguarda il PD (e non la giunta o gli altri ma
NOI). Le parole sono quelle soppesate  per dare sprone e correggere una
situazione penosa a detta dei più. Le risposte  schiocche  (sarebbe troppo definirle vetero staliniste : attacco agli eretici, allontanamento) non aiutano e non scusano!! Definire poi “disconnessi” quanti  vivono una situazione al limite della capacità di sopportazione è solo la maggiore fra le sciocchezze! Lo scopo era ed è quello di aprire un dibattito, non di chiuderlo; e di
essere onesti sul prossimo congresso comunale e provinciale, per non arrivarci boccheggianti e pronti a soluzioni pasticciate pur di chiuderli lì. L’unità nasce dal confronto delle idee; non basta la parola perché sia
vera. Occorre che, senza preconcetti e pregiudizi, si affronti questo problema: il PD veneziano sta male. Non giova a nessuno, soprattutto al PD, definirlo solo con i gradi del termometro: chi legge 37° e chi legge 39°! Bisogna lavorare sui temi, sulle progettualità, e sulle cose e su quelle idee di città che abbiamo pure espresso nel nostro programma elettorale ma che sono desaparecide durante e dopo la campagna. Dobbiamo riprendere a interrogarci sul come si fa presenza (troppo spesso abbiamo sentito dire: non si fanno più gazebi, la Lega è per strada e noi no).
Chiedo dunque che sulla base di questa “lettera aperta” si ragioni e si discuta.  Non domando la sottoscrizione  così come non accetto la demonizzazione. Vediamo se quanto scrivo (scriviamo) è vero o falso, se è esagerato o realista e ripartiamo da un confronto leale.
La sottoscritta ed i sottoscrittori della lettera hanno tutti rinnovato l’iscrizione 2010 al PD e qui rimangono.
Laura Fincato

LETTERA APERTA

July 02 2010

Documento per delineare posizione congressuale

Carissimi, è da tempo che non ci sentiamo!
Prima che qualcuno possa pensare che non ci piace più parlare di politica, desidero che leggiate questa lettera aperta. L’ho scritta , in verità, a più mani, nel senso che in parecchi abbiamo riflettuto su cosa scrivere e come. Questo è un primo risultato.
Spero di ricevere commenti e aprire un dibattito con tutti voi.
Laura

La situazione del PD veneziano si può paragonare, utilizzando terminologia medica, al paziente in prognosi riservata ricoverato in rianimazione.

L’appello congressuale si delinea come richiesta di “quieta non movere” da parte dei gruppi dirigenti, impegnati solo a garantire la successione a se stessi o se stessi, anche attraverso il riconoscimento degli errori, ma proponendo l’ineluttabilità del fato, le corresponsabilità nel declino, l’assenza di alternativa

Un congresso unitario, basato sulla logica dell’esistenza (primum vivere, deinde philosophari) sulla necessità di tenere tutto (anche gli errori politici) e tutti (anche se di posizioni incompatibili); insomma dentro una barca che galleggia male e non ha rotte da seguire.

Così si delinea un congresso bugiardo, che mira a sistemare e non a risolvere, mira a perpetuare e non rinnovare.

Invece e di cambiamento e di chiarezza che ha bisogno il PD veneziano, di rinnovamento di idee e di persone idee e fatti e di trasparenza che fanno male perché incidono.

Si sta proponendo (è sicuramente qualcosa più concreta della percezione) per linee interne e sottotraccia, l’idea di un congresso unitario, costringendo  le diverse opinioni, e attuali diverse posizioni, alla solita logica: o si accetta l’unità o si diventa nemici del Partito, colpevoli di voler la distruzione di quello che resta della cosiddetta “gioiosa macchina”.

Mentre i circoli si riuniscono ed indicano (vedi circolo di Castello) soluzioni diverse, invocano cambiamenti e guide diverse, l’azione politica/amministrativa è da mesi ferma e le ultime riunioni degli organismi sono risultate, a dir poco, sconcertanti.

L’azione di presenza del PD in città è debole: lo si sente, lo si capisce, lo si misura, anche da parte degli altri soggetti politici.

La riflessione sulla gestione dei temi dell’Amministrazione, sulle originalità del pensiero del PD, non c’è da mesi ed oggi parliamo di un tesoriere provinciale, di una presidentessa dell’assemblea comunale che si sono dimessi e di un segretario comunale che si è anche lui dimesso davanti all’Esecutivo mentre non viene riunita nessuna Assemblea.

Il segretario provinciale, diventato Consigliere comunale, di fatto svolge anche funzioni di coordinatore cittadino (ad esempio, rappresentando il Partito veneziano negli incontri/trattative con il Sindaco!) mentre la situazione politica del PD nella provincia è di un partito desaparecido – come hanno dimostrano le recenti elezioni amministrative.

E’ ben vero che le responsabilità sono di tutti ma è anche vero che ammetterli non significa il solito “mal comune mezzo gaudio” e, soprattutto, non significa che qualcuno non porti maggiore responsabilità rispetto ad altri.

Non ci stiamo alla politica dello struzzo è intollerabile ed intollerabile è che si delegittimino  coloro che vogliono parlare di tutto questo, e che, partendo da un’analisi dura, cercano di non essere medici pietosi ma di affrontare le difficoltà e di superarle.

Abbiamo con sensibilità, con coerenza, cercato,  sempre dentro il PD, di essere teste presenti e voci chiare.

Non accettiamo che le nostre posizioni anche critiche vengano strumentalmente tacciate di disfattismo e di attacco all’attuale Amministrazione. Abbiamo svolto le primarie secondo le regole; abbiamo lavorato nel PD e con il PD, siamo grazie a questo lavoro una presenza importante  in Consiglio comunale e grazie  questo lavoro abbiamo contribuito lealmente e concretamente alla vittoria del Sindaco Orsoni e del centrosinistra; con questo lavoro abbiamo valorizzato il risultato del PD.

Abbiamo seguito la formazione della Giunta e rispettato le volontà del Sindaco senza produrre, (se non nel corso dell’unica Direzione che si è tenuta) critiche alla manifesta assenza di linee programmatiche originali del PD, di spinte e di propulsione, di semplice coordinamento.

Oggi sono esattamente tre mesi dalle votazioni e di questi tre mesi cosa c’è del PD?

Dove, quando, chi, ha potuto riflettere sulla ovvia, scontata, realtà politica cambiata rispetto alla precedente?

Il PD di Venezia è pur sempre il Partito di maggioranza relativa, ma il suo gruppo consiliare, composto da 17 Consiglieri, è disunito e presenta al proprio interno individualità che hanno già dichiarato di voler mantenere “le mani libere”.

Nessun calcolo numerico può sostituire, l’azione del maggior Partito in seno alla coalizione.

L’unica evidenza è la divisione che ci contraddistingue rispetto ad altre forze politiche: non siamo neppure in grado di rappresentare unitariamente le nostre “idee sulla governance – andiamo a trattare per correnti!!

Queste osservazioni, che fatalmente diventeranno pubbliche, hanno il preciso scopo di far svegliare il PD veneziano – aprendo finalmente un dibattito politico sulle gestione e sul futuro del nostro Partito – nessuno pensi a lesa maestà o, peggio, a far desistere dalla volontà di appartenenza al PD quanti sottoscrivono questa lettera aperta; c’è solo l’esigenza di aprire finalmente un dibattito serio e trasparente sulla gestione e sul futuro del nostro Partito.

May 24 2010

Expo di Shanghai, si parte

Comincia l’avventura dell’Expo di Shangai: il Comune di Venezia è presente con un proprio stand, ed io sarò lì per qualche giorno. Spero di potervi aggiornare attraverso il blog e attraverso facebook su quanto avverrà in Cina.

Comincio oggi, con un primo video sulla inaugurazione.

http://www.youtube.com/watch?v=vvtNNz8iZvc

Tags: blog

January 21 2010

L’unica alternativa a Renato Brunetta

In questa campagna elettorale ci sono tanti giovani – iscritti e non al Partito Democratico – che mi stanno dando una mano e sostenendo con le loro idee, la loro energia, il loro entusiasmo. Potrete capire quanto mi abbia fatto sorridere l’immagine che mi hanno mandato ieri sera dopo che è stata ufficializzata la candidatura per il centrodestra del ministro Renato Brunetta. Lui è sicuramente una persona dotata di grande ironia, quindi penso e spero che sorriderà come me a questa goliardica e divertente iniziativa.

elezionivenezia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma la questione va affrontata soprattutto da un punto di vista politico. La forza mediatica e di popolarità di Brunetta non sono in discussione. Lo è la sua pretesa di poter fare contemporaneamente il sindaco di una città così complessa e il ministro della Funzione Pubblica. Venezia merita un impegno a tempo pieno, di una persona che conosce bene il territorio e le sue esigenze, che abbia alle spalle un’esperienza amministrativa sulla quale costruire il futuro. Sì, è il mio ritratto. Al quale aggiungo anche la specificità di genere: sono una donna, e sono convinta che Venezia meriti un approccio al femminile, che è caratterizzato da passione, dedizione, abnegazione, capacità di ascolto, concretezza e pragmatismo.

Chiedo anche uno scatto d’orgoglio al Partito Democratico, che deve unirsi compatto a sostegno di una propria iscritta, quale sono io. Un sondaggio apparso oggi su un quotidiano mi assegna un alto indice di notorietà e gradimento (inferiore rispetto a Bettin, che non è iscritto al PD, e doppio rispetto ad Orsoni, anche lui non iscritto al Partito Democratico). Credo che unendo le forze e assumendosi la responsabilità di esprimere il candidato sindaco per tutta la coalizione, il Partito Democratico possa continuare a governare Venezia. Penso di rappresentare bene, per la mia storia personale, la sintesi ideale per tutta la coalizione di centrosinistra: temo infatti che certe manovre attuate per catalizzare il voto centrista (e che non scaldano i cuori dell’elettorato) siano destinate a essere messe in discussione dalla candidatura di Brunetta. Ripeto dall’inizio che invece l’unione vada trovata sul programma, non sui calcoli. Chi, tra i moderati riformisti o nella sinistra capace di governare, si riconosce in questa base programmatica, è il benvenuto.

Io continuo a metterci tutto il mio impegno, la mia tenacia e la mia passione: assieme possiamo vincere, e dare a Venezia un sindaco donna e riformista.

January 20 2010

Primarie vere!

Tanti di voi mi conoscono da anni. Con tanti c’è un rapporto personale, di stima e fiducia. Con alcuni il rapporto è di conoscenza relativa, ma sempre basata su fatti, sull’impegno dimostrato, sul personale contatto. Molti hanno firmato la mia candidatura alle primarie “in diretta”, cioè sui banchetti, all’aperto (e al freddo) mentre io ero li, con i miei sostenitori. Alcuni hanno firmato “in fiducia” di quanti mi presentavano come persona seria, amministratore corretto, donna di carattere. A tutti va il mio grazie, sempre e comunque vadano queste Primarie della città – che si svolgono domenica 24 gennaio.

Si direbbe: questione di poche ore. Ma sono ore importanti, per maturare un convincimento, per operare una scelta. Io scelgo di continuare questa presenza in città per le primarie così come l’ho cominciata: insieme alla gente.

Ho deciso di candidarmi alle primarie con un atto di lealtà e di contributo alla vittoria del centrosinistra il 28/29 marzo. Non è stata e non è un’ambizione personale, un atto di arroganza e di superbia – come alcuni vanno dicendo – ma la volontà di offrire a questa nostra città una possibilità di conoscere e di scegliere attraverso questa novità, che sono le primarie.

Continuo ad essere convita che si può dare un aiuto al PD e al Centro sinistra con primarie vere, di confronto aperto di idee, proposte e personalità. Ma in tanti che hanno lodato il popolo delle primarie, che hanno esaltato questo metodo nuovo (che pure è stato inserito come impegno nello Statuto del PD) oggi stanno dicendo che, con un atto di generosità, dovrei ritirami e lasciar passare un altro. Domando a me e a voi: perché?

Se le primarie sono, come continuo a credere, una bella occasione, se le primarie sono un aumento di democrazia, se le primarie sono confronto per arricchire e consolidare il centrosinistra, se le primarie hanno, come condizione condivisa, lo spirito di lealtà (chi vince avrà il sostegno degli altri due, senza se e senza ma e senza premi!!!), allora perché dovrei ritirami – o perché dovrebbero ritirarsi a mio favore gli altri due?

Credo che sarebbe un’ulteriore prova di svilimento delle primarie, sarebbe un tornare alle vecchie logiche dei Partiti, sarebbe dare ragione a chi dice che i Partiti sono tutti una casta e che le scelte non possono essere libere. Sarebbe la morte delle primarie questo scherzare con il convincimento di molti cittadini che pure hanno dimostrato (nelle tre occasioni precedenti: Prodi – Veltroni – Bersani) di partecipare numerosissimi.

E perché poi? Dove stanno le preoccupazioni di quanti hanno inneggiato a questo nuovo modo di fare politica e ora vogliono tornare indietro, alle logiche di sempre?

Dicono che ci sono spaccature, che ci sono divisioni, che ci sono cattiverie. Veramente io, che sto facendo le primarie, davvero leggo solo sui giornali tutto questo. Non sono spaccature i confronti, quando ci sono. Non sono cattiverie le affermazioni politiche che rappresentano un modo diverso di pensare né le peculiarità di personalità. Altrimenti che primarie sarebbero se non ci fossero le differenze, se ogni candidato non mostrasse le proprie convinzioni dentro una cornice di proposte condivise, di linee programmatiche comuni e sottoscritte? Perché non credere davvero che le primarie sapranno dare la sintesi migliore con il miglior candidato?

Sarò una donna ostinata, ma voglio crederci! E per questo conto sul tuo voto il 24 gennaio.

January 19 2010

Le mie risposte a “Se io fossi sindaco…”

Attraverso “Se io fossi sindaco…” Venice is not sinking – il progetto culturale dello Studio Camuffo nato per contribuire a mantenere viva Venezia – vuole dare il suo apporto all’appuntamento delle Primarie.

Ecco le mie risposte alle loro sollecitazioni:

Se io fossi sindaco…

Le quattro questioni di Giavazzi

Sul Corriere della Sera di lunedì è uscito un editoriale del professor Francesco Giavazzi (che ha anche una casa a Venezia) con quattro spunti vitali, così li definisce, per il futuro della città. Lo ringrazio per l’attenzione che rivolge a queste primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra per Venezia. Una città complessa e bizantina, come la definisce lui, e che sicuramente merita un sindaco a tempo pieno: più che Stachanov, il ministro Brunetta dovrebbe diventare Mandrake per riuscire nell’impresa. Penso invece che per questo ruolo ci voglia un grandissimo impegno, ed in particolare, per la prima volta, quello di una donna, che sa coniugare ascolto, dedizione, passione, sensibilità, pragmatismo e concretezza. Credo di poter dare un contributo, in quanto donna, appunto, in quanto unica iscritta al Partito Democratico (dopo una carriera politica trascorsa sempre con coerenza nel centrosinistra) tra i tre candidati in lizza, e in quanto partecipe delle trasformazioni – visto che sono assessore nella giunta di Massimo Cacciari – che stanno interessando la nostra città. Che è sempre più una capitale diffusa: ho letto le idee del prof. Giavazzi proprio mentre assistevo alla presentazione di una review dell’Ocse su «Venezia Città Metropolitana», e le cui funzioni si spingono verso Padova e Treviso, con code fino a Pordenone e Rovigo. Quelle poste dal Corriere sono questioni vitali, ma non sono le uniche. Innanzitutto voglio sfatare la contrapposizione Marghera-Tessera: sono due opportunità distinte ed entrambi possibili. L’area di Tessera, vicino al terzo aeroporto di Italia, snodo dell’Alta Velocità ferroviaria e della metropolitana, rappresenta un punto strategico per lo sviluppo del territorio. E Marghera può continuare ad essere luogo di produzione industriale, di logistica al servizio del Porto e delle piccole e medie aziende che costituiscono l’ossatura dell’economia del Nordest, luogo della ricerca e dell’innovazione, offrendo spazi anche ad opportunità differenti (ad esempio la città del cinema). Sul federalismo demaniale, è ora che il sindaco possa avere la potestà sull’acqua e sugli edifici che costituiscono l’unicum mondiale di Venezia. Aree come quelle dell’Arsenale, di Sant’Andrea ed altre ancora vanno recuperate dal punto di vista fisico e delle opportunità di sviluppo, non svendute. Un tema che si lega alla terza questione, quella dei servizi agli studenti: le istituzioni culturali e le Università sono i pilastri su cui poggia Venezia. Propongo una moratoria delle trasformazioni degli spazi cittadini in senso ricettivo: meglio qualche bed&breakfast in meno ed alloggi per studenti in più, anche perché un eccesso di offerta attira un turismo di bassa qualità. Da queste poche annotazioni, ci si rende conto di quanto sia complesso amministrare Venezia. Ma non è con i commissari – e tocco così la quarta questione di Giavazzi – che si risolvono i problemi. Bisogna tornare alla figura di un sindaco intromesso (e non estromesso) nella governance della città, ed evitare frammentazioni e sovrapposizioni. Penso ad una squadra bene amalgamata per fare tutto questo: mi piace l’idea di un’orchestra, con tanti bravi musicisti che assieme suonano la stessa melodia. Ed una donna, ben inteso, a dirigere!

January 18 2010

L’elenco dei seggi

Carissimi, domenica 24 gennaio si vota per le Primarie della Città. Pubblico qui l’elenco dei seggi, per facilitarvi le operazioni di voto!

ELENCO SEGGI

January 17 2010

La politica del fare, il futuro è già cominciato

Da assessore al Piano Strategico e ai Lavori Pubblici, ho contribuito a gettare le basi delle trasformazioni che stanno interessando la nostra città. Il Piano Strategico di Venezia è un progetto di sviluppo integrato che risponde alle richieste di una città complessa e ambientalmente fragile. Nei prossimi anni le linee di sviluppo saranno queste:

Venezia: con la rimessa in gioco di spazi e strutture (Piazzale Roma, Marittima, Arsenale), la trasformazione funzionale inciderà fortemente sull’intera organizzazione urbana. Lido: non più isola, ma parte integrante del sistema territoriale dell’area veneziana, con il nuovo Palazzo del Cinema e gli interventi nell’ex Ospedale al Mare. Porto Marghera: la più grande area industriale europea è da tempo interessato da una riconversione che mette assieme salvaguardia delle attività industriali, sostituzione di produzioni obsolete con attività innovative e all’avanguardia. Punto di forza: il risanamento ambientale, di cui il vallone Moranzani è il tipico esempio. A Fusina nascerà una nuova porta d’accesso per il centro storico. Mestre: città contemporanea, centro e capitale di un sistema economico di vaste dimensioni: dalla rigenerazione dell’area dell’ex ospedale Umberto I, al polo culturale attorno al Museo di Mestre, dall’area scientifico-universitaria di via Torino ai progetti per Piazza Barche, fino ai grandi spazi verdi: il futuro è già cominciato.

January 16 2010

Sottrarsi ai confronti vuol dire sottovalutare lo spirito delle Primarie

Vi scrivo in un momento di pausa nella mia giornata. Stamattina sono stata al mercato di Marghera, poi agli Orti per gli anziani del Rione Pertini e al centro civico di via Sernaglia per un incontro con il Psi. Tra poco vado al bar Piave, per confrontarmi con il comitato “La voce di via Piave”, quindi di corsa a Venezia, per un incontro pubblico organizzato dal circolo PD della Giudecca. Stasera ci sarà una cena con gli amici di Pellestrina al ristorante Campiello.
Ieri sera sono stato all’interessante (e lungo: abbiamo cominciato alle 20.45 e finito alle 23.15!) confronto organizzato dal gruppo consiliare di Felice Casson. Un incontro molto partecipato, con la sala gremita, e con singoli cittadini e rappresentanti di associazioni e comitati che hanno sottoposto me e l’altro candidato presente, Gianfranco Bettin, ad un fuoco di fila di domande molto precise. Un appuntamento civile e pacato, pieno di contenuti, nel vero spirito di queste Primarie della Città, organizzate per confrontare proposte e idee e scegliere il candidato del centrosinistra per le Amministrative. Spiccava l’assenza di Giorgio Orsoni, rimarcata dallo stesso senatore Casson (vi rimando alla sua dichiarazione, riportata dal sito Aqvaalta). Trovo che il sottrarsi ai confronti dimostri una sottovalutazione delle Primarie. Come lo è cambiare in corsa l’agenda degli appuntamenti. Il comitato organizzatore aveva individuato due date – mercoledì 20 a Venezia, venerdì 22 a Mestre – per i confronti a tre. Vista l’indisponibilità dell’avv. Orsoni a essere presente il 22, è stato deciso che l’incontro sarà uno solo. E sembra ci sia l’orientamento a spostarlo in Terraferma, per questione di spazio. Mi spiace, ma siamo di fronte ad una questione politica di fondo: ho dato disponibilità al Comitato per tutti gli incontri e dibattiti, e attorno alle sue decisioni ho costruito la mia agenda elettorale e i miei impegni da assessore comunale. Il 20 sono a Venezia, con appuntamenti prima e dopo il dibattito: l’ho fatto per rispetto delle regole che ci siamo dati, e perché credo che Venezia meriti un momento di confronto tra i candidati. Ci sono spazi e luoghi a non finire per accogliere centinaia di persone, sta al Comitato mobilitarsi (altrimenti perde la sua funzione di “organizzatore”). Sono stata già tante volte a Mestre e Marghera, sia da assessore in questi 5 anni di lavoro, che da candidata alle Primarie, nelle scorse settimane. Ieri sera a Mestre ci siamo confrontati in due, era un’occasione ideale per incontrarci in Terraferma. Cambiare le cose in corsa per assecondare un solo candidato mi sembra irrispettoso nei confronti dello spirito di queste Primarie. Dare, infine, prima la disponibilità ai confronti organizzati solo dal comitato e poi sottrarsi anche a questi, è irrispettoso nei confronti dei cittadini.

January 15 2010

Laura si affaccia in Laguna

Espresso

 L’Espresso di questa settimana dedica un ampio articolo alle candidature al femminile. Con un box interamente dedicato a me e alle primarie di Venezia!

January 14 2010

10 giorni alle Primarie: pronti per la volata finale

Cartoline, con i dieci punti del programma. E un magazine, in 8 pagine, ricco di immagini e di proposte. Oggi ho presentato i nuovi strumenti che verranno utilizzati negli ultimi 10 giorni di campagna elettorale, e confermo l’impegno a essere presente ai banchetti e a tutti gli incontri in programma, senza per questo nulla togliere all’attività da assessore comunale.

«Lei è spettinata», mi ha detto stamattina al mercato di Favaro una signora, «rispetto alla foto del manifesto». Mi ha sorriso, contenta di vedermi dal vivo, di poter parlare con me, di dirmi come la pensava. Non ci sono funzionari di partito ai miei banchetti, ci sono io, e questo viene notato.

Credo che questo mio modo di fare stia aiutando il Partito Democratico e tutto il centrosinistra, parlare a chi è già dentro l’organizzazione o solo agli iscritti non serve a molto. Dobbiamo allargare la nostra base, farci conoscere, rafforzare il legame con tutta la società. Ed è proprio da questo contatto diretto che sto acquistando una certezza: non voglio polemizzare su sondaggi indirizzati o meno, c’è ancora tanta gente che non sa neanche che il 24 gennaio ci sono le primarie. Preferisco continuare a confrontarmi in modo trasparente e diretto, poi saranno le urne a dare l’esito del voto.

In questi giorni comincerà la distribuzione del magazine, che ripercorre, attraverso foto e ritagli di articoli di giornale, l’attività che ho svolto come amministratore e che illustra le linee programmatiche per il futuro, nel segno della continuità con quanto avviato dalla giunta Cacciari.

Il futuro è già cominciato, ed io ho contributo a gettarne le basi, lavorando per cinque anni per Venezia, tra la gente: è questa la differenza tra me e gli altri candidati”

January 13 2010

Benvenuto Daniele

La notizia circolava da qualche giorno, ma da oggi è ufficiale: Daniele Comerci, consigliere comunale del PD a Venezia (e considerato cacciariano di ferro!) ha deciso di sostenermi in queste primarie. Benvenuto nella squadra!

Solidarietà ai sindacalisti Cisl

Sui giornali di stamattina è riportata la notizia secondo la quale tre sindacalisti della Cisl abbiano ricevuto lettere minatorie, con minacce gravissime. 
Si tratta di una notizia molto grave e inquietante. Dimostro ogni giorno, con il mio lavoro, la mia vicinanza ai lavoratori e ai loro rappresentanti, ma in questo contesto occorre un ulteriore e forte richiamo al senso di responsabilità. Non può esserci nessuna giustificazione per atti di questo genere, mi auguro solo che si tratti di un caso isolato. Ai sindacalisti e alle organizzazioni va la mia solidarietà e la promessa che continuerò a impegnarmi perché si possa dare un futuro sereno ai lavoratori.

Giovani, una risorsa per il presente e per il futuro

Ieri sera sono stata ospite dei Giovani Democratici. Un bell’incontro, divertente e appassionante. Mi hanno fatto rispondere a una serie di domande che verranno montate nello stile delle interviste doppie delle Iene. Ma c’è stato anche un importante momento di confronto sulle loro richieste, e le mie proposte alle loro sollecitazioni. Vi riporto qui il documento, forte di una convinzione: i giovani sono una risorsa fondamentale per il presente e per il futuro. Hanno idee innovative, moderne, slegate dalle ideologie, proiettate verso una città e uno stile di vita sostenibile. Per quanto possa sembrare una inversione di ruoli, credo che i giovani possano insegnarci tante cose.

I 10 PUNTI DEI GIOVANI DEMOCRATICI
Abbiamo collaborato alla stesura del manifesto del PD per il Progetto di Città, apportando alla bozza quelli che secondo noi sono i punti fondamentali che stanno a cuore a noi giovani, che chiediamo al prossimo candidato sindaco di inserire nel suo programma per le amministrative 2010. I dieci punti:
1- CRISI
Iniziative concrete per la gestione del precariato e del lavoro, riattivazione delle piccole lavorazioni artigianali, della piccola impresa e dell’imprenditoria giovanile per rilanciare la Venezia città da vivere. Potenziare le strutture di collocamento, a partire dalle Università che devono offrire allo studente un’efficace ponte tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro.

 Come assessore al Piano Strategico, in questi anni sono stata in prima linea per la salvaguardia e la riconversione dell’area industriale di Porto Marghera. Ho sempre sostenuto che quello sia un bacino lavorativo fondamentale. Ma penso anche alle praterie che si aprono nel campo dell’innovazione: due facoltà universitarie di primaria importanza, un consorzio di università (quello di San Servolo) che collega gli atenei più importanti del mondo, un parco tecnologico all’avanguardia sono risorse importantissime. Propongo inoltre un patto che obblighi le amministrazioni pubbliche, le parti sociali, le associazioni di categoria, ad impegnarsi nello sviluppo dell’occupazione e a incrociare meglio domanda ed offerta di lavoro, sfruttando le opportunità offerte da artigianato, piccola, media e grande industria, mondo della ricerca e dell’innovazione.

 2- GREEN ECONOMY E SVILUPPO SOSTENIBILE
Lo sviluppo della nostra città non può prescindere da un rilancio delle tecnologie sostenibili che si basano sull’uso di energie alternative. Bisogna trovare una soluzione efficace anche al problema delle aree inquinate.

È uno dei punti principali del mio programma. Venezia può diventare – e già lo sta diventando – la città più verde d´Italia: è un valore imprescindibile se vogliamo investire sulla qualità della vita. Sicurezza idraulica, bonifiche, mobilità sostenibile e non inquinante, un grande piano parcheggi per agevolare gli spostamenti e ridurre il traffico, grandi aree verdi (dal bosco di Mestre al parco di San Giuliano, a quello che nascerà grazie all’accordo del Vallone Moranzani). In centro storico bisogna insistere nella salvaguardia di un patrimonio unico al mondo, anche investendo nel decoro e nella pulizia. Le sperimentazioni sull’idrogeno vedono Venezia all’avanguardia, ma l’uso del fotovoltaico e del solare possono contribuire – visto che ci sono già le tecnologie – a inquinare di meno. Grazie a pannelli da installare nei parcheggi, sopra le scuole o le palestre, si possono ottenere grosse riduzioni della produzione di anidride carbonica.

3- POLITICHE ABITATIVE
L’emorragia di abitanti non riguarda solo Venezia centro storico. Oggi spesso le nuove famiglie, i giovani che hanno vissuto a Mestre per 30 anni, sono costrette a spostarsi nei comuni limitrofi che consentono di accedere a delle strutture residenziali a prezzi inferiori. Non si può permettere che questo esodo continui, il problema degli alloggi va sanata con un ridisegno delle politiche abitative, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni.

C’è tutta una fascia di popolazione (giovani coppie, lavoratori precari, famiglie con anziani a carico, ecc) che vive dignitosamente ma non riesce a comprare casa ai prezzi di mercato, o ad accendere un mutuo. Deve essere soddisfatta questa domanda di abitazione di tipo nuovo, di alta qualità urbanistica, architettonica e ambientale. Questi interventi, che possono servire anche a rinnovare il patrimonio edilizio e a cancellare il ricordo di anonime e grigie periferie, devono essere realizzati in collaborazione con il settore privato, in un grande progetto di housing sociale.

 4- DIRITTO ALLO STUDIO
Chiediamo che i giovani del territorio siano coinvolti nella discussione sull’organizzazione e sui servizi della nuova biblioteca civica, al fine di aprire una finestra di dialogo con le istituzioni su un tema che è sempre stato al centro della vita giovanile: strutture bibliotecarie moderne e tecnologiche, aule studio dedicate, orario dei servizi compatibile con le esigenze degli studenti e con i periodi di più intensa attività degli istituti superiori e universitari, un maggior coordinamento tra le strutture centrali e quelle decentrate. Infine, chiediamo un’organizzazione del traffico urbano che consenta collegamenti efficaci tra tutte le strutture dedicate alla formazione ordinaria (scuole), e extra-ordinaria (biblioteche, aule studio, musei, internet point).

La risposta a questa domanda è già insita in altre date ai 10 punti dei Giovani Democratici. Mobilità sostenibile, una smart card (una nuova Carta Venezia) per accedere sia ai servizi di trasporto che a quelli culturali: non voglio ripetermi, troverete nel dettaglio le mie idee scorrendo le mie risposte. Voglio solo riassumere qui la filosofia di fondo: viviamo in una città straordinaria, una delle 4-5 mete mondiali del turismo e della cultura. Dobbiamo pensare in grande, vivere da metropoli, orgogliosi del nostro glorioso passato ma proiettati verso un futuro moderno, tecnologico, sostenibile.

 5- WI-FI GRATUITO
L’informazione oggi corre soprattutto sulla rete, che diventa ogni giorno di più sinonimo di libertà di pensiero e di espressione, oltre che il principale mezzo utilizzato per l’accesso ai servizi dei privati ma sempre più spesso anche delle pubbliche amministrazioni. Così, come prevede il progetto Venice connected, chiediamo l’estensione del wi-fi gratuito per tutti i residenti e per gli studenti fuori sede a tutto il territorio comunale, nelle modalità che la prossima amministrazione riterrà più opportune.

Ho risposto a questo punto collegandomi con il portatile di un mio collaboratore mentre ero in piazza Ferretto. Venice Connected è sicuramente uno dei vanti dell’Amministrazione Comunale uscente. Nella sua prima fase sono stati posizionati i punti accesso sul territorio, dopo un sondaggio tra gli abitanti, nelle principali piazze e calli e nei parchi pubblici più frequentati, oltre che nelle sedi di particolari eventi, quali il Carnevale di Venezia, la Mostra del Cinema, la spiaggia del Lido. Continueremo sicuramente su questa strada, per fare sempre di più di Venezia una capitale della rete.

 6- CULTURA
Venezia è a ragione candidata a capitale europea della cultura. Noi riteniamo che la cultura non debba essere unicamente espressione di fondazioni e di privati investitori, di gallerie d’arte e di antiche istituzioni di Venezia. Desideriamo che l’arte e la creatività giovanile trovino sempre maggior spazio nella futura città e che possano giungere a costituire una vetrina parallela per contribuire al rilancio di Venezia a livello internazionale. Per questo ci auspichiamo che Venezia e Mestre possano diventare la sede per eventi culturali di respiro internazionale e dedicati alle giovani generazioni di creativi (BCJEM, Festival di cortometraggi, fiere di culture street…).

Sono d’accordo, i giovani sono una risorsa imprescindibile per il futuro della nostra città. Dare sfogo alle loro passioni, spazio a forme d’arte e di creatività moderne è quanto deve fare una città cosmopolita e affascinante come Venezia. Eventi che possono nascere e crescere accanto alla Mostra del Cinema, ai grandi festival musicali, alle mostre internazionali. Nessuno ci vieta di pensare anche a spazi fisici, veri e propri quartieri da far diventare laboratori di creatività, come Montmartre a Parigi o Bloomsbury a Londra.

7- AMPLIARE IL CENTRO PER INFONDERE SICUREZZA
Allargando il centro attraverso l’apertura prolungata di locali e negozi, si può contemporaneamente garantire una migliore offerta al cittadino, spingerlo a uscire la sera e vivere il proprio territorio, ma anche ridurre sensibilmente la sensazione di pericolo che una città buia e deserta contribuisce a generare. Pensiamo che i luoghi di divertimento non debbano essere tutti assemblati e confinati in un ipotetica cittadella in periferia, piuttosto, collocati in diversi punti del centro in modo che si possa così contribuire al ripopolamento notturno della città.

 Mestre sta diventando una metropoli, capoluogo di un’area che, lungo le direttrici di Padova e Treviso, conta un milione di abitanti. In questi cinque anni sono stati effettuati diversi interventi, con la riqualificazione dell’area di via Torino e di via Ancona, di vaste zone di Marghera, così come a Zelarino e in tutta la cintura urbana. Anche la zona della Stazione e di via Piave è in corso di riqualificazione, ma certo occorre uno sforzo ulteriore per evitare che si creino ghetti o angoli insicuri. La diffusione di luoghi di ritrovo e di attività commerciali è funzionale a questo progetto, così come lo è la creazione di isole pedonali. Sono d’accordo sulla differenziazione degli orari di apertura non solo per venire incontro a queste esigenze, ma anche a quelle di chi, come le donne, divise tra lavoro, casa e figli, devono fare i salti mortali per trovare negozi aperti.

 8- STRUTTURE SPORTIVE
Uno stadio nuovo, lo si chiede da 50 anni. Oggi si discute dell’eventuale costruzione di uno stadio olimpico in virtù della candidatura di Venezia alle Olimpiadi del 2020, ma riteniamo che sia opporrtuno avviarne la costruzione in tempi brevi anche perché una struttura di quel tipo, idonea ad ospitare eventi sportivi di portata continentale ed eventi culturali di portata nazionale (concerti, festival) sarebbe funzionale al rilancio dell’attività sportiva nel nostro territorio.

È uno dei cardini del cosiddetto Quadrante di Tessera. Lotteremo con poco spirito decoubertiniano per portare la più importante manifestazione sportiva a Venezia. Ma ciò non toglie che la nostra città meriti una cittadella sportiva, capace di ospitare gare sportive ma anche manifestazioni. Penso sia necessario comunque affiancare a questo polo una serie di strutture più piccole, a misura di quartiere, a disposizione di privati, associazioni, squadre amatoriali o dilettantistiche.

 9- CITTADINANZA ATTIVA
Crediamo che Venezia non debba essere soltanto uno splendido polo di attrazione per turisti, ma che l’amministrazione contribuisca a mantenere e promuovere in città la presenza di “luoghi di aggregazione per i cittadini”, affinché questi possano sviluppare ed ampliare la propria rete di relazioni sociali attraverso l’incontro e la fruizione di servizi e di spazi prevalentemente dedicati a loro. Chiediamo l’incentivazione di programmi di sostegno per i giovani che abbiano il desiderio e le capacità di inventare e gestire nuovi spazi pubblici e attivare nuovi progetti di rilancio della socialità giovanile e non solo (es. progetto Vivacittà).

Proprio nei giorni scorsi – in veste di assessore ai Lavori Pubblici – ho partecipato all’inaugurazione del Canevon, a Marghera: un luogo restituito alla collettività. È solo un esempio, molto altro va fatto, pensando sia agli anziani (che costituiscono una risorsa) che a voi giovani: luoghi di aggregazione, sale per fare musica, spazi da reinventare. Penso anche a incentivi all’imprenditoria giovanile: una passione può spesso sfociare in una vera e propria attività professionale.

 10- TAXI
Come i grandi comuni europei vorremmo un incremento del servizio taxi. Mediante un aumento del numero delle licenze si verrebbe a creare reale una reale concorrenza che permetterebbe una liberalizzazione dei prezzi e quindi un aumento della domanda da parte dei cittadini. Una soluzione di compromesso potrebbe essere costituita dall’implementazione di progetti per favorire l’utilizzo di mezzi pubblici a basso costo per gli studenti più giovani nella fascia oraria notturna anche da e per Venezia.

 La conformazione di Venezia, Mestre e della cintura urbana rende poco praticabile la soluzione dell’aumento delle licenze taxi. Meglio piuttosto investire su un sistema di trasporto pubblico efficiente e capillare, in cui il tram, gli autobus, i vaporetti, il people mover e la metropolitana di superficie formino una rete coerente. La mia idea è quella di creare un supporto unico per accedere a tutti questi servizi, una nuova Carta Venezia valida per tutte queste possibilità, con tariffe agevolate per giovani e studenti.

January 12 2010

Mobilità, una nuova Carta Venezia

Tanta gente all’incontro organizzato dal circolo Mobilità e Trasporti del Partito Democratico. Ringrazio per l’occasione il presidente del circolo, Maurizio Mandricardo, e per la loro presenza il presidente di Actv Marcello Panettoni e i tanti attivisti (uomini e donne) che ci hanno ascoltato. Abbiamo affrontato tanti temi: dalla sublagunare al tram, dal ruolo di Vela al People Mover. Penso sia giusto investire su un sistema di trasporto pubblico efficiente e capillare, in cui il tram, gli autobus, i vaporetti, il people mover e la metropolitana di superficie formino una rete coerente. La mia idea è quella di creare un supporto unico per accedere a tutti questi servizi, una nuova Carta Venezia valida per tutte queste possibilità, con tariffe agevolate per giovani e studenti.

Ricordi di gioventù

Sempre in risposta a Erminio Viero, voglio ricordare non tanto il mio passato di Socialista perbene, ma anche quello vissuto in comune con tanti amici dell’Italia dei Valori che con me hanno costruito Rinnovamento Italiano.
Come l’on. Massimo Donadi, che fu tra i primi ad avvicinarsi al presidente Lamberto Dini e fu segretario comunale di RI.
O Come Valerio Lastrucci, che fu consigliere comunale di Rinnovamento Italiano e Presidente di Commissione. Lo stesso Erminio Viero nella sua scheda personale che si trova sul sito dell’IdV,. ricorda un passato da socialista e un passaggio in Rinnovamento Italiano. Ricordo che io ero la referente del presidente Dini, e la mia storia, il mio percorso, sempre dentro il centrosinistra, era ben noto, ed evidentemente allora (non più adesso!) apprezzato.
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