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January 25 2010

Battaglia navale

Mi affido ancora alle metafore marinare per spiegarvi le mie sensazioni, dopo una notte di riflessione su questo voto. Come ho detto poco fa, con la mia barchetta di carta non sono affondata, portando a casa quasi il 20% delle preferenze. La corazzata del partito, forte anche della spinta del sindaco, non è riuscita neanche ad arrivare al 50%, con un candidato sindaco che non raggiunge le 6000 preferenze. Non lo dico per mera consolazione: è invece secondo me un segnale preoccupante. A pochi mesi dalle primarie per la scelta del segretario nazionale (alla quale avevano partecipato 17mila persone, presumibilmente tutte del PD) e a pochi giorni dalla candidatura del ministro Brunetta per il centrodestra, ci si aspettava una reazione di piazza, un voto numeroso e compatto, uno scatto d’orgoglio. Invece alle urne si sono recate meno di 13mila persone. E se teniamo conto che hanno sicuramente partecipato elettori sì del PD, ma anche dei Socialisti, dei Comunisti, dei Verdi, dell’IdV, del mondo associativo e ambientalista, ci rendiamo conto che il centrosinistra è attraversato da un malessere profondo. Occorre una veloce e approfondita riflessione, bisogna chiedersi qual è il blocco sociale al quale parliamo. Ultima annotazione: Gianfranco Bettin ha preso il 35% dei voti: se si vogliono vincere le amministrative di marzo, penso che nessuno possa pensare di fare a meno di questa dote. Altrimenti neanche le corazzate potranno niente contro la flotta di Renato Brunetta.

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Schweinderl