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Le riflessioni dei Comunisti Italiani sul disegno Brunetta sulla Legge Speciale

Il tema della Legge Speciale continua ad essere centrale nel dibattito politico a Venezia. Da tempo dico che Venezia ha bisogno di una nuova Legge Speciale: per la specialità della gestione di un meccanismo idraulico mai prima realizzato (il Mose, per il quale il dibattito deve svilupparsi non sul “se” è opportuno, ma sul “quando” e sul “come” funzionerà) e per la specialità amministrativa di un territorio che comprende più di un milione di abitanti e che si estende almeno nelle tre province PA-TV-VE, se non oltre.

Oggi pubblico qui il contributo e le le riflessioni dei Comunisti Italiani sul disegno Brunetta (incaricato dal Governo a lavorare sulla nuova legge).

BRUNETTA e le OSTERIE VENEZIANE

Il Ministro Brunetta su incarico del Governo propone una nuova Legge Speciale per Venezia

Brunetta parte da una affermazione, è finita la fase della difesa fisica della Città e propone di affrontare quella dello sviluppo socioeconomico, dimenticandosi che tutte le leggi speciali hanno  sempre messo assieme difesa fisica con difesa socioeconomica.

Brunetta sa anche che le leggi di spesa possono essere attuate solamente se le somme disegnate vengono messe a disposizione per gli scopi definiti, ciò che il Governo Berlusconi non fa essendo debitore di circa 50 milioni al Comune di Venezia, per contributi non versati alla legge speciale in vigore.

Brunetta, per essere credibile, prima di incominciare a far bla bla bla dovrebbe presentarsi con il conto pagato facendo versare dal Governo, nelle casse comunali, quei 50 milioni.

Ricordiamo al Ministro che la fase della salvaguardia fisica non è terminata, il MOSE è ancora da costruire, da collaudare, e qual’ora tutto fosse felicemente varato e costatato che è in grado di soddisfare le problematiche per cui è stato costruito ci potrà dare solo un pò di respiro, venti – trenta anni per pensare ad altre tecnologie che ci permettano di alzare l’intera Città, unica vera soluzione per i tempi futuri. Se invece consideriamo che le condizioni ecologiche ed atomo sferiche del Pianeta stanno rapidamente cambiando,forse i tempi di franchigia si accorceranno.

Altro che finita la fase della difesa fisica!.

Seguiamo il ragionamento Brunetta e apriamo realmente la fase della difesa socioeconomica della Città.

Difesa socioeconomica significa sostanzialmente ripopolare la Città con una economia compatibile con la fragilità fisica della stessa, con una mobilità delle persone e delle merci che abbia la capacità di interrelazione tra Laguna ed Entroterra, con  una quantità e quantità di servizi adeguati alle necessità del vivere di oggi, con una condizione capace di attrarre in pochi anni in Laguna 100.000 persone, bloccando la crescita turistica.

Per prima cosa è indispensabile dare futuro alle attuali famiglie che  abitano in Venezia, ai giovani e ricreare una condizione salariale e di reddito adeguati alla vita veneziana. Offrire dei lavori dignitosi e non precari, una residenzialità che corrisponda a tali esigenze, insomma creare una qualità della vita e di lavoro interessanti per gli attuali pendolari che garantiscono la manutenzione fisica della Città e la manodopera per la stragrande maggioranza delle attività dai Gondolieri ai Muratori, dai Professori ai Ricercatori, agli amministratori Locali e dello Stato, ai Lavoratori dei Servizi a quelli del Turismo ecc… che potrebbero essere lusingati a divenire residenti.

UNA FUTURA LEGGE SPECIALE DEVE AVERE QUESTI OBBIETTIVI COME OBBIETTIVI PRIORITARI

La proposta Brunetta è di dare quattro soldi per l’acquisto della prima casa e di non preoccuparsi di una politica sulla residenza con affitti adeguati ai salari, case a costo calmierato per i lavoratori, case per le giovani copie e per chi è pendolare e avendo un lavoro in Venezia vuole anche risiedervi e di non preoccuparsi di creare lavoro stabile, dignitoso e ben retribuito in particolare per i giovani sono i punti deboli della proposta. Se una legge che affronta lo sviluppo socioeconomico non si interessa di queste cose, di che altro dovrebbe interessarsi?

Il futuro della Città Brunetta lo ferma nell’entroterra veneziano, a Porto Marghera, dove mette anche una tassa su ogni tonnellata di terreno bonificato (alla faccia degli attuali alti costi delle bonifiche), e sulle future merci che dovranno sbarcare o imbarcare al nuovo porto a largo di Malamocco ipotizzando  di incassare per il Comune dagli 40 agli 80, milioni quando il nuovo porto è ancora in fase di progettazione.

In questa sua miope logica, il Ministro,  non si è accorto che Venezia per la sua specificità, per le sue attività dei grandi servizi, per la sua collocazione internazionale, per la sua storia se vuole avere un futuro ha bisogno di essere riferimento economico ed istituzionale di una vasta area mentre la sua proposta isola Venezia, non la mette in relazione con il suo vasto entroterra, riapre il contenzioso con Mestre e ripropone la fase della separazione tra le due realtà con una nuova rincorsa alla divisione amministrativa del Comune, non parla della necessità di costituire la Città Metropolitana come dimensione amministrativa indispensabile ad affrontare un adeguamento dell’area alle mutate situazioni internazionali.

Forse il Ministro non si è accorto che dal 1989 da quando è chiusa la fase dell’Unione Sovietica il mondo  è completamente cambiato, l’Adriatico da mare di frontiera è divenuto un corridoio di pace in Centro Europa e Venezia è il suo entroterra non si sono ancora adeguati alla nuova realtà dove si può costruire il nuovo sviluppo socioeconomico e una legge speciale dovrebbe interessarsene.

In sostanza, il Ministro, si è guardato attorno ha fatto un pò di minestrone e poi ha proposto di mettere qua e là tasse locali sulle attuali e  future ipotetiche attività, quella  turistica, un pò di  balzelli alle attività portuali, sulle bonifiche ecc.., vendere un po di immobili ed aree demaniali compreso parte dell’Arsenale,  praticamente escludendo lo Stato da future responsabilità, demandando tutto ai Comuni.

Pensate che senza che lo stato garantisca finanziamenti certi e con le entrate aleatorie proposte dal Ministro si possa fare una politica adeguata allo sviluppo socioeconomico della Città, una politica sulla casa, investimenti sulle infrastrutture, bonifiche a Porto Marghera ecc…?.

Brunetta vuole fare in fretta, noi vogliamo fare bene e in fretta ma con la consapevolezza che una nuova legge speciale ha un’importanza notevole sul nostro futuro, perciò la vorremo condivisa della stragrande maggioranza degli abitanti del Comune e considerando che l’attuale legge speciale è ancora in essere non serve essere presi dall’affanno.

Il Comune di Venezia ha il dovere di fare una sua proposta che abbia come riferimento i bisogni, gli interessi delle classi popolari e medie e il futuro generale della Città, aprire  un ampio dibattito  che coinvolga tutti e assieme ai sui cittadini esercitare la sua autorevolezza nei confronti della Regione, del Parlamento e del Governo Centrale, se così non fare avrà abdicato ad uno dei suoi compiti fondamentali, partecipare a decidere sul futuro della città.

Per il P.d.C.I. di Mestre

Renato Darsiè

Tags: temi caldi

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