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PD in crisi, ci vuole una nuova proposta politica

Ciao a tutti – sono in partenza per la Cina e rientro il 2 novembre, a congressi svolti.

Ho affidato a Giorgio Isotti, coordinatore del circolo della Giudecca – cui sono iscritta – il mio saluto ed una breve riflessione da leggere, se possibile, sabato 23. Ho intenzione di mettere nel blog qualcosa per il congresso provinciale – vi farò sapere – anche perché l’assenza fisica non venga interpretata come assenza politica (non è da me che, notoriamente, parlo /scrivo/intervengo e comunque NON mi esprimo con il silenzio!!)

E’ però vero che il lavoro (e di lavoro si tratta, importante e comunque faticoso, quello per l’Expo a Shanghai) mi permette una lontananza dalla penosa situazione (quella del PD nazionale e locale,) politico – organizzativa che è evidenziata anche dal COME si stanno svolgendo i nostri congressi.

Ho dichiarato e ripeto che accedo alla soluzione Mognato/Borghello perché è l’unica possibile in questo momento di grave crisi. NON VOLEVO E POLITICAMENTE NON POTEVO dare ALIBI a chi sperava che me ne andassi, che portassi a rotture (dentro il PD – fuori, con la Giunta).

La mia posizione non è cambiata . Ritengo che siano stati assolutamente ingiusti i sospetti ed il veto (nei miei confronti, quale candidato che spacca e come critica nei confronti dell’attuale giunta) ma sono stanca di essere costantemente messa sotto esame, criticata (“parla perché non è più deputato, perché non è più assessore”).

Ritengo che la mancanza di candidature (ho sempre pensato e sostenuto che l’unità è un valore che si costruisce attraverso il confronto) sia una prova della stanchezza che ci pervade e non dalla dinamicità democratica ma… mi adeguo.

Tanti dei nostri (nostri nostri) come talvolta diciamo), sono scettici, disinnamorati, in crisi (come peraltro quell’oltre 60 per cento che NON partecipa al congresso – e per partecipazione intendo il venire a votare perché, quanto ad interventi… scendiamo all’atomo).

Ma ci siamo. Non solo per onor di bandiera – e la nostra è Claudio, è il gruppo di giovani e nuovi che in questi anni sono stati con noi ai quali abbiamo dato fiducia e anche esempio – ma perché facciamo nostra l’affermazione di Piero Ignazi – lunedì sera, al Candiani, alla fine del confronto (Ignazi-Macaluso sul PCI) promosso dalla Fondazione Pellicani (ottimo il lavoro di questa FONDAZIONE, bravo Nicola!), dopo le critiche aspre al soggetto “nato male” c’è stata la dichiarazione, che CONDIVIDO:

“Si, tutto vero, è un po’ demoralizzante essere così ma… se non nel PD dove andiamo, che non c’è niente altro???”

Per il momento, vorrei aggiungere, è così ma non può essere solo per disperazione che si sta insieme o per mancanza di meglio che non si costruisce il soggetto politico che volevamo/vogliamo.

Questo nostro congresso trova il PD (nazionale e locale) esattamente in questa situazione dalla quale (e diamo supporto e fiducia) occorre uscire presto attraverso una ricomposizione/innovazione di futuro e di proposta politica.

L’unità precostituita evita questo percorso? Ne ho sempre dubitato ma desidero solo essere smentita!

Laura Fincato

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